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Scontro Meloni-La Vardera sui fondi per il ciclone Harry: tra messaggi notturni e veleni – VIDEO

Sono 40,8 i milioni di euro destinati ai ristori per i danni del ciclone Harry che il governo nazionale ha deciso di bloccare, impugnando la legge regionale siciliana davanti alla Consulta.

Il provvedimento, che riguarda i rimborsi per gli eventi calamitosi del 19, 20 e 21 gennaio scorsi, ha scatenato un durissimo scontro istituzionale e politico, sfociato in un inedito scambio di messaggi notturni su WhatsApp tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il deputato regionale di Controcorrente, Ismaele La Vardera.

Secondo Palazzo Chigi, alcune disposizioni della norma siciliana violerebbero l’articolo 117 della Costituzione, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza. Una decisione tecnica che La Vardera ha però interpretato come una mossa politica, definendola in un video sui social «una sorta di ritorsione nei confronti di una regione che ha maggiormente votato no al referendum».

La reazione della premier non si è fatta attendere ed è arrivata direttamente sullo smartphone del deputato siciliano intorno alle 00:20. «Che modo vergognoso di fare politica, il cambiamento…», ha scritto Giorgia Meloni allegando il video contestato.

Nello screenshot reso pubblico dall’esponente di Controcorrente, la presidente del Consiglio prosegue stizzita: «La ritorsione??? Io veramente non ho parole. E ora che faccio quindi, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane?».

Ismaele La Vardera ha replicato per le rime, invitando la leader di Fratelli d’Italia a ricordare i toni usati quando sedeva tra i banchi dell’opposizione e incalzandola sulla tenuta della maggioranza nell’isola: «Perché non dici ai tuoi di staccare la spina al Governo Schifani?».

Il deputato ha inoltre esortato il presidente della Regione a recarsi con lui a Roma per difendere le istanze del territorio.

L’episodio ha sollevato un polverone a livello nazionale. Il senatore del Pd, Antonio Nicita, ha sottolineato l’inopportunità del gesto: «Colpisce che la nostra presidente del Consiglio trovi il tempo di mandare un messaggino piccato a mezzanotte nel bel mezzo dell’inasprirsi della guerra in Iran e del caro energia».

Sulla stessa scia la senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino, che ha definito l’irritazione della premier «lontana da quello che ogni presidente del Consiglio dovrebbe fare», ravvisando un’allergia alle regole del confronto istituzionale.

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