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Scontri in Siria, Tajani: «Rischio collasso migratorio». Assad: «Spezzeremo il terrorismo»

Sugli scontri in Siria «stiamo seguendo minuto per minuto la situazione dei nostri connazionali. Difficile passare dal Nord e andare da Aleppo verso Damasco. Stiamo vedendo con la nostra ambasciata come poterli aiutare. Sono 120 italiani che stanno ad Aleppo, solo un gruppo ridotto è in partenza verso Damasco, gli altri sono componenti di famiglie…

Sugli scontri in Siria «stiamo seguendo minuto per minuto la situazione dei nostri connazionali. Difficile passare dal Nord e andare da Aleppo verso Damasco. Stiamo vedendo con la nostra ambasciata come poterli aiutare. Sono 120 italiani che stanno ad Aleppo, solo un gruppo ridotto è in partenza verso Damasco, gli altri sono componenti di famiglie italo-siriane che vogliono rimanere ad Aleppo e in più ci sono religiosi e religiose che preferiscono rimanere». Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’assemblea nazionale di ‘Noi moderati’, oggi a Roma.

«Si rischia un collasso migratorio. Se continua la guerra civile rischiamo di vedere ripetersi quanto accaduto qualche anno fa». E su X poi fa sapere di un nuovo attacco russo al Collegio francescano Terra Sancta di Aleppo

«Il Collegio francescano Terra Sancta di Aleppo è stato colpito da un attacco russo che ha causato gravi danni. Faccio appello a tutte le parti in conflitto in Siria perché sia tutelata la popolazione civile. Continuiamo ad assicurare ogni possibile assistenza agli italiani in Siria».

Secondo fonti vicine ai frati francescani, non ci sono morti ma molti danni al collegio dopo l’attacco russo che ha quasi distrutto il convento.

Un clima di preoccupazione e le vittime in aumento

C’è un clima di preoccupazione per quello che sta accadendo in Siria, per le migliaia di morti che rischiamo di avere ancora. E sono almeno 48 i civili su un totale di 372, le vittime uccise da quando mercoledì si sono intensificati gli scontri tra i ribelli anti-regime e l’esercito siriano che ha inviato rinforzi oggi per respingere i ribelli dall’avanzare ulteriormente nella campagna settentrionale di Hama, dopo aver preso Aleppo e le posizioni strategiche circostanti. I ribelli, guidati dal gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham, hanno preso il controllo della maggior parte di Aleppo sabato e hanno affermato di essere entrati nella città di Hama.

«I ribelli – ha ricordato ancora il vicepremier – hanno fatto sapere che non ci sono pericoli per i cittadini che non sono combattenti, e in modo particolare c’è attenzione sugli italiani quindi siamo moderatamente ottimisti e convinti che le cose per quanto riguarda i nostri cittadini possano andare nella giusta direzione». 

Ma l’Osservatorio siriano per i diritti umani afferma gli attacchi aerei russi hanno preso di mira uno dei campi per sfollati nella città di Idlib, uccidendo otto civili, tra cui due bambini e una donna, e ferendo più di 50 civili. 4 studenti universitari hanno perso la vita per i razzi lanciati da Hayat Tahrir al-Sham in un dormitorio studentesco ad Aleppo.

Il presidente siriano Assad: «Spezzeremo il terrorismo con la forza»

«Il terrorismo comprende solo il linguaggio della forza, e questo è il linguaggio con cui lo spezzeremo e lo distruggeremo, indipendentemente dai suoi sostenitori e sponsor». Cos’ il presidente siriano Bashar al-Assad, in una conversazione telefonica con il leader dell’Abkhazia Badra Gunba, citato dall’agenzia di stampa siriana Sana

Ribelli respinti nella campagna settentrionale della provincia di Hama

Fin dalle prime ore del mattino, gli aerei da guerra russi hanno effettuato una serie di attacchi aerei mirati nelle vicinanze delle città e dei paesi di Morek, Khan Shaykhun, Kafranbel, Hazarin e Tal Kawkaba nella campagna meridionale di Idlib e nel nord di Hama, recentemente finiti sotto il controllo dei ribelli sunniti di Hayat Tahrir al-Sham. 

Secondo l’agenzia di stampa di stato siriana Sana e l’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito, l’esercito durante la notte ha respinto gli insorti nella campagna settentrionale della provincia di Hama. L’osservatorio e la rete di notizie statale siriana Al-Ikhbariyah hanno anche segnalato attacchi aerei russi, sia a Idlib che in alcune delle aree ora sotto il controllo dei ribelli. 

Il comandante ribelle colonnello Hassan Abdulghani ha affermato che gli insorti hanno anche preso il controllo di Sheikh Najjar, nota come la città industriale di Aleppo, a nord-est della città, e dell’accademia militare di Aleppo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che si è recato nella capitale Damasco, ha sottolineato che Teheran sosterrà il governo e l’esercito siriani. 

Intanto il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, è oggi in Siria per discutere con alti funzionari della situazione nel Paese alleato dopo gli attacchi ribelli.

Testimone italiano ad Aleppo: «Raid vicino il palazzo di governo»

«Un raid aereo, nel primo pomeriggio, ha preso di mira il centro di Aleppo, vicino al palazzo del governo. Non sappiamo se ci sono morti o feriti». A dirlo è Davide Chiarot, operatore della Caritas Italiana che vive non lontano dal centro di Aleppo nella Comunità del Movimento dei Focolari. Si trova in Siria da due anni.

«Il bilancio invece dell’attacco all’ospedale universitario di stamani – continua – parla di 12 civili morti e 23 feriti. L’ambasciata francese stava organizzando un convoglio sperando di uscire da Aleppo ma per oggi non è possibile, sembra siano in aumento gli scontri nelle aree fuori dalla città», ha continuato, riferendosi agli aerei da guerra russi che hanno lanciato attacchi contro l’ospedale nel centro della città di Aleppo. Ma anche nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria, dove i ribelli questa settimana hanno lanciato una grande offensiva contro le forze governative.

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