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Cronaca Italia

Scontri a Torino: il governo accelera sul decreto sicurezza, Meloni: «Risoluzione unitaria»

Gli scontri avvenuti a Torino durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna hanno riacceso con forza il dibattito politico su sicurezza, ordine pubblico e diritto di manifestazione. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito le finalità e i metodi della manifestazione come espressione di una «matrice eversiva e potenzialmente terroristica», sottolineando la natura organizzata e premeditata delle violenze.

Il governo ha convocato un vertice straordinario a Palazzo Chigi per fare il punto sulla sicurezza e sul nuovo pacchetto di misure in preparazione. La riunione, presieduta dalla premier Giorgia Meloni e durata poco più di un’ora, ha visto la partecipazione dei vicepremier Tajani e Salvini, dei ministri competenti e dei vertici delle forze dell’ordine. Un nuovo Consiglio dei ministri è previsto per questa settimana, con possibili provvedimenti già al vaglio.

Secondo il Viminale, il dispositivo di sicurezza ha comunque consentito l’identificazione preventiva di circa 800 persone. Piantedosi sostiene che, se il nuovo pacchetto sicurezza fosse già stato in vigore, la situazione sarebbe potuta evolvere diversamente, grazie a strumenti come il fermo preventivo fino a 12 ore.

La premier e il governo ribadiscono il sostegno alle forze dell’ordine

La premier Giorgia Meloni ha lanciato un appello alle opposizioni per una collaborazione istituzionale, proponendo «una risoluzione unitaria sulla sicurezza», che potrebbe essere votata già nei prossimi giorni.

La presidente del Consiglio ha parlato di «tentato omicidio» nei confronti dell’agente ferito e ha ribadito la necessità di «ripristinare le regole», convocando un vertice di governo per accelerare sull’adozione del decreto sicurezza. Dopo gli attacchi alle forze dell’ordine, nel corso dei quali sono rimasti feriti circa un centinaio di operatori, la Digos della Questura torinese ha arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

E in flagranza differita, un 22enne, proveniente dalla provincia di Grosseto, fermato per concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni. Il giovane incensurato e individuato attraverso l’analisi di alcuni filmati, è accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale e rapina per l’aggressione al poliziotto Alessandro Calista. L’agente, ricoverato alle Molinette, è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni. Meloni ha definito l’episodio un «tentato omicidio».

Tra le misure in discussione figurano il fermo preventivo (con ipotesi di estensione fino a 24 o 48 ore), perquisizioni sul posto, una cauzione per gli organizzatori dei cortei, il rafforzamento delle tutele legali per le forze dell’ordine e il cosiddetto “scudo penale”. Il vicepremier Matteo Salvini insiste sulla necessità di strumenti più incisivi, parlando di azioni assimilabili al terrorismo e richiamando anche la prospettiva delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Le reazioni dell’opposizione

«Il Governo adesso vuole davvero ascoltare le nostre proposte? È davvero disponibile a fare le cose con serietà e responsabilità senza approfittare del singolo episodio per tattiche strumentali? Se sì, noi ci stiamo e siamo disponibili a verificarlo».

Lo scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte, parlando della risoluzione unitaria in tema di sicurezza proposta alle opposizioni dalla maggioranza su invito della stessa premier Giorgia Meloni. «Siamo pronti a condividere subito una risoluzione che impegni il governo a dare le risposte che fin qui non ci sono state, a partire da maggiori investimenti per sopperire alle carenze di organico nelle forze dell’ordine e più fondi per rendere sicure le nostre città».

«E auspichiamo che sulla nostra proposta possa esserci la convergenza di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione», conclude Conte.

Dall’opposizione arriva una condanna netta delle violenze, ma anche un forte allarme per il rischio di derive autoritarie. Il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia definisce «inermi e irresponsabili» le accuse di connivenza rivolte al centrosinistra e ribadisce che la violenza non ha nulla a che vedere con il dissenso democratico. Boccia contesta fermo preventivo e cauzione, giudicati strumenti incostituzionali che colpiscono i diritti di tutti per colpa di pochi, e propone invece investimenti in prevenzione, intelligence, formazione e mezzi per le forze dell’ordine. Sulla stessa linea anche +Europa e i sindacati, che respingono l’idea di leggi speciali e di restrizioni preventive al diritto di manifestare.

Più dura la posizione di Avs: la senatrice Ilaria Cucchi accusa il governo di incapacità nel proteggere i manifestanti pacifici e chiede alla premier di assumersi responsabilità politiche, denunciando l’uso strumentale delle violenze per propaganda sulla sicurezza. Anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo parla di devastazione premeditata ad opera di gruppi criminali organizzati, auspicando però un equilibrio tra repressione della violenza e tutela dei diritti costituzionali.

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