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Scatta l’acconto Imu sulle seconde case: esborso da 17 miliardi. A dicembre il saldo

Il sindacato: «Disparità tra le città». Per i ritardatari c’è il ravvedimento operoso, mentre la politica studia nuove riduzioni

Scatta l’acconto Imu sulle seconde case: esborso da 17 miliardi. A dicembre il saldo

Il fisco chiama in cassa i proprietari di immobili (seconde case, le prime sono esenti) che devono versare l’acconto dell’imposta municipale unica, l’Imu. A dicembre poi è previsto il saldo. Un esborso che per i contribuenti pesa per quasi 17 miliardi l’anno. I ritardatari possono comunque pagare ma aggiungendo una somma in più utilizzando il ravvedimento operoso. Critica la Uil che mette in evidenza come l’Italia sia del tutto non uniforme con cifre che vanno dai 3.499 euro annui a Roma ai 1.514 euro di Salerno. Meno della metà. Il sindacato chiede una «riforma strutturale che rafforzi l’attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione e contrasti con maggiore efficacia l’evasione» e anche un «aggiornamento dei valori catastali».

Un cantiere sempre aperto quello dell’Imu, così come in generale tutto il fisco, e che potrebbe cambiare a breve con gli interventi del legislatore. In particolare FI ha proposto un emendamento al Piano Casa che prevede l’Imu ridotta al 50% per gli immobili affittati a canone concordato agli under 35 e a genitori separati o divorziati non assegnatari della casa. Ma la misura costerebbe 8 milioni. FdI chiede invece di esentare dal pagamento gli immobili di proprietà degli ex Istituti autonomi per le case popolari (Iacp), anche se sfitti. Il Piano Casa ha però ricevuto uno stop dalle Regioni.

I ritardatari dell’Imu potranno comunque contare su una certa tolleranza. Il ravvedimento operoso permette di sanare i ritardati o omessi versamenti versando il dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi legali. La sanzione varia in base a quando sarà effettuato il pagamento: entro 14 giorni è allo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Dal 15° al 30° giorno è dovuta una sanzione fissa all’1,5%. Dal 31° al 90° giorno la sanzione fissa è all’1,67%. Oltre i 90 giorni (ed entro 1 anno) la sanzione ridotta è al 3,75%.

Sono inoltre previste delle riduzioni: del 50% della base imponibile per le abitazioni (escluse categorie A/1, A/8, A/9) concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta di primo grado (figli e genitori), a condizione che il contratto sia registrato, che il comodante sia possessore di un solo immobile abitativo in Italia (oltre la propria abitazione principale) e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile. Sempre riduzione del 50% della base imponibile per immobili di interesse storico/artistico, per immobili inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, e per un solo immobile di pensionati residenti all’estero con pensione in convenzione internazionale. Riduzione del 25% della base imponibile per le abitazioni a canone concordato.

Per sapere quanto si deve pagare ci si può affidare ad un professionista per il modello F24 o cercare le aliquote del proprio Comune sul sito del dipartimento delle Finanze, dove l’invio è obbligatorio entro il 14 ottobre per la pubblicazione entro il 28 ottobre.