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Scandalo Visibilia, parla una ex dipendente: «Decisioni prese prima dei Consigli di amministrazione»

Le decisioni che contavano in Visibilia non passavano dai canali istituzionali, ma venivano definite in anticipo da un ristretto cerchio di potere. È questo il cuore della testimonianza di Federica Bottiglione, ex responsabile degli affari societari del gruppo, ascoltata a Milano nel processo per falso in bilancio che vede imputata la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, insieme ad altre quindici persone.

Secondo la «grande accusatrice», le strategie venivano concordate spesso prima delle riunioni del Consiglio di amministrazione da un triumvirato composto dalla senatrice di FdI, dall’ex compagno Canio Mazzaro e dall’attuale partner Dimitri Kunz. Bottiglione, che ha lavorato per il gruppo dal 2014 al 2023, ha ricostruito la genesi del suo allontanamento, legato alla scoperta di presunte irregolarità sulla gestione della Cassa integrazione durante il periodo Covid, filone che ha dato origine a un parallelo procedimento per truffa aggravata all’Inps. «Ho interrotto il mio lavoro quando ho capito l’uso improprio della Cig», ha dichiarato in aula, spiegando di essersi astenuta dalle mansioni da quel momento. La testimone ha poi descritto il ruolo di Kunz, presentatole nel 2016 come compagno di Santanchè: sebbene inizialmente inesperto di procedure societarie per aziende quotate, Kunz avrebbe fatto da tramite costante verso la fondatrice e Mazzaro.

Nonostante lavorasse spesso da remoto, Bottiglione ha confermato di aver mantenuto un rapporto diretto con la ministra, incontrandola anche in Senato dal 2018 per sbrigare pratiche legate a verbali e comunicati stampa. In aula è stato ascoltato anche l’attuale amministratore di Visibilia Editrice, Francesco Maggioni. Il processo riprenderà il prossimo 5 marzo.

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