Un anno e dieci mesi di reclusione, duemila euro di multa e un risarcimento di 20mila euro alla vittima. È questa la condanna inflitta a un uomo di 62 anni, ritenuto responsabile di porto abusivo di arma da fuoco, esplosione pericolosa di colpi e minaccia aggravata. Il tribunale ha inoltre disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro per le due persone offese, oltre al pagamento delle spese legali, ordinando la confisca della pistola. I fatti risalgono alla notte del 6 febbraio 2024 a Roma, tra via Segesta e via Lidia, nel quartiere San Giovanni. Secondo la ricostruzione emersa nel processo celebrato con rito abbreviato, la follia sarebbe nata da un clamoroso scambio di persona. Poco dopo la mezzanotte, due giovani in auto hanno notato l’uomo e una donna aggirarsi tra le vetture in sosta. Pochi minuti dopo, la situazione è precipitata: il 62enne si è avvicinato di corsa ai ragazzi impugnando una pistola e urlando accuse per presunte minacce rivolte al figlio tramite il citofono.
Convinto di poter chiarire l’equivoco, uno dei giovani è sceso dall’auto, ma l’aggressore ha esploso un colpo d’arma da fuoco verso la vettura che tentava di allontanarsi. Subito dopo, ha puntato l’arma contro il ragazzo, costringendolo a inginocchiarsi in strada: «Mo’ ti sparo a una gamba», ha urlato. Sotto shock, la vittima ha consegnato la patente, fotografata dalla donna che accompagnava l’uomo per acquisirne i dati, prima che la coppia si dileguasse. L’allarme al 112 ha fatto scattare l’intervento degli agenti dei commissariati San Giovanni e Romanina. Il ritrovamento sul posto di un bossolo calibro 9×21 da parte della scientifica ha blindato le accuse, smontando la versione difensiva dell’imputato.
