A meno di un anno di distanza dall’episodio analogo verificatosi presso il liceo Giulio Cesare nel quartiere Trieste, la tensione legata agli atti vandalici e ai messaggi intimidatori torna a scuotere il mondo scolastico di Roma. Sui muri perimetrali della sede succursale di via Boncompagni del liceo Righi – storico istituto situato a breve distanza da via Veneto – è apparsa una nuova scritta contenente un elenco con i nomi e i cognomi di studenti che frequentano o hanno frequentato l’istituto.
L’episodio è stato reso noto dal Collettivo Ludus Righi, che ha segnalato la presenza del testo emerso durante un aperitivo organizzato dalla lista studentesca Delta. La scritta, vergata con un pennarello e affiancata da una svastica, è stata prontamente cancellata, ma ha suscitato un’immediata reazione di sdegno e ferma condanna da parte della comunità studentesca. Gli esponenti del collettivo hanno espresso forte incredulità di fronte a un atto di tale gravità proveniente da propri coetanei, definendolo un gesto inaccettabile e il sintomo di una mentalità patriarcale ancora profondamente radicata nel tessuto sociale.
Sulla vicenda è intervenuto anche il preside dell’istituto, Giovanni Cogliandro, che ha stigmatizzato l’accaduto definendolo un’azione abominevole. Il dirigente scolastico ha ribadito l’impegno costante dell’istituto e del corpo docente sul fronte della prevenzione attiva della violenza, anche verbale, sottolineando l’importanza del lavoro educativo svolto quotidianamente.
L’evento rievoca quanto accaduto nel novembre del 2025 al liceo Giulio Cesare, dove venne originariamente stilata una prima lista contenente i nominativi di otto ragazze e un ragazzo. In quella circostanza, al termine di un’occupazione, vennero coperte ulteriori scritte all’interno dei servizi igienici dell’istituto, accompagnate da insulti rivolti alla dirigenza scolastica e da un secondo elenco che coinvolgeva due docenti della scuola.
