L’offensiva di Intesa Sanpaolo spinge Monte dei Paschi di Siena a rompere gli indugi per proteggere la propria indipendenza. Con la fine della pausa estiva, il ceo Luigi Lovaglio ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario per mettere a punto una complessa contromossa difensiva ma dalla forte valenza industriale: una doppia operazione strategica su Banca Generali e Banco Bpm. L’obiettivo è creare un polo italiano del risparmio e costringere Ca’ de Sass a rivedere le proprie mire o a rilanciare l’offerta.
Il piano all’esame del board senese prevede una prima mossa su Banca Generali, controllata al 51% dal gruppo di Trieste. L’operazione potrebbe strutturarsi tramite un’offerta per cassa oppure attraverso un concambio azionario, sulla falsariga delle manovre già viste con Mediobanca. In quest’ultimo caso, Mps potrebbe utilizzare il 13,2% detenuto nel Leone per rilevare la rete di consulenti, creando al contempo le premesse per un coinvolgimento di altri player bancari come Unicredit.
Sul secondo fronte, l’eventuale riapertura della partita su Banco Bpm richiederebbe una sponda con Crédit Agricole, primo azionista di Piazza Meda. Poiché Mps si trova in regime di passivity rule a seguito dell’Opas di Intesa, Lovaglio dovrà chiedere la delega al consiglio per poi sottoporre il progetto all’assemblea straordinaria. Spetterà infatti ai soci la decisione finale: approvare la corazzata del risparmio ideata dal manager o aprire la strada alle nozze con Intesa.
