Il clima referendario sulla giustizia si incendia, trasformandosi in una guerra aperta tra via Arenula e magistratura. Il ministero, guidato da Carlo Nordio, ha inviato una lettera all’Anm chiedendo di rendere noti i finanziamenti privati ricevuti dal «Comitato Giusto dire No».
L’iniziativa, sollecitata dal forzista Enrico Costa, punta a far emergere potenziali conflitti d’interesse tra magistrati e finanziatori, ma ha scatenato l’ira delle opposizioni che parlano di «liste di proscrizione» e intimidazioni.
Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, ha respinto la richiesta a tutela della privacy, definendo il comitato «soggetto autonomo», tesi bollata come una «barzelletta» da Forza Italia. Nel frattempo, il Guardasigilli rincara la dose sul presunto «sistema paramafioso» nel Csm, promettendo nuove bordate quotidiane.
Mentre il centrodestra serra i ranghi (con FdI che difende il merito delle accuse di Nordio), resta l’incognita astensione. La premier Meloni, per ora, sceglie il basso profilo per evitare di personalizzare il quesito, decidendo solo all’ultimo se metterci la faccia nella campagna per il sì.










