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“Religiosità Popolare nel Mediterraneo”, papa Francesco in Corsica: prima volta per un pontefice

È in Corsica papa Francesco. Per la prima volta il viaggio di un pontefice nell'isola. Questa mattina alle 8 con la partenza da Roma, ha avuto inizio il suo 47esimo viaggio apostolico internazionale ad Ajaccio, per la conclusione del congresso “La Religiosité Populaire en Mediterranée”. Questa mattina l'arrivo del papa all'aeroporto “Napoléon Bonaparte” per la terza volta…

È in Corsica papa Francesco. Per la prima volta il viaggio di un pontefice nell’isola. Questa mattina alle 8 con la partenza da Roma, ha avuto inizio il suo 47esimo viaggio apostolico internazionale ad Ajaccio, per la conclusione del congresso “La Religiosité Populaire en Mediterranée”. Questa mattina l’arrivo del papa all’aeroporto “Napoléon Bonaparte” per la terza volta in terra francese.

«Sono passati più di 2000 anni dall’incarnazione del figlio di Dio – racconta durante il congresso – e tante sono state le epoche e le culture che si sono succedute in alcuni momenti della storia. E la fede cristiana ha informato la vita dei popoli e le sue stesse istituzioni politiche. Mentre oggi specialmente nei paesi europei la domanda su Dio sembra affievolirsi e ci si sente si scopre sempre più indifferenti nel confronto della presenza e della sua parola. Tuttavia Bisogna essere cauti nelle analisi di questo scenario per non lasciarsi andare a considerazioni frettolose e giudizi ideologici che talvolta ancora oggi contrappongono cultura cristiana e cultura laica»

Terminata la sessione conclusiva del congresso alle 11 il pontefice si è spostato in cattedrale per l’Angelus

«I credenti – conclude in congresso – si aprono con sempre maggiori serenità alla possibilità di vivere la propria fede senza importunarla. Viverla come lievito nella pasta del mondo e degli ambienti in cui vivono. E i non credenti o quanti si sono allontanati dalla pratica religiosa non siano estranei alla ricerca della verità, della giustizia e della solidarietà».

L’Angelus nella cattedrale di Santa Maria Assunta

«Mi trovo in questa bella terra solo per un giorno ma ho desiderato che ci fosse almeno un breve momento per incontrarci e salutarci. Questo mi dà l’opportunità prima di tutto di dire grazie perché ci siete con la vostra vita. Grazie per il vostro lavoro, per l’impegno quotidiano. Grazie perché siete il segno dell’amore misericordioso di Dio. Sono rimasto contento quando ho potuto salutare uno di voi faccia 95 anni e Settanta del sacerdozio e questo è portare avanti quella vocazione bella eh Grazie fratello per la tua testimonianza grazie papà»

«E dal grazie passo subito alla grazia di Dio, che è il fondamento della fede cristiana di ogni forma di consacrazione alla Chiesa. Nel contesto europeo in cui ci troviamo non mancano problemi e sfide che riguardano la trasmissione della fede e ogni giorno voi fate i conti con questo. siamo sorprendentemente piccoli e fragili. Non siete molto numerosi, non avete messi potenti, non sempre gli ambienti in cui operiamo si mostrano favorevoli ad accogliere la luce del vangelo».

«Eppure questa povertà sociale è una benedizione perché ci spoglia dalla presenza di farcela da soli. Ci insegna a considerare la missione cristiana come qualcosa che dipende dalle forze umane, ma soprattutto dall’opera del Signore che sempre lavora di agisce con il poco che possiamo offrirgli. Non dimentichiamo questo, al centro c’è il Signore non io al centro ma Dio».

«C’è un pericolo che è la vanità, fare il pavone, guardare troppo se stesso. E la vanità è un brutto vizio, fa paura. Il primato della grazia Divina non significa però che possiamo dormire sonni tranquilli senza assumerci le nostre responsabilità. Dobbiamo pensarci come collaboratori della grazia di Dio. E così camminando con il Signore ogni giorno siamo riportati a una domanda essenziale. Come sto vivendo il mio sacerdozio, la mia crescita? la mia consacrazione, il mio discepolato. Sono vicino a Gesù?» 

«Vorrei anche aggiungere, conservati qualche momento di solitudine e anche avere un fratello o una sorella con cui condividere liberamente ciò che possiamo per coltivare qualcosa di cui siamo appassionati e non per passare il tempo ma per riposarci in modo sano dalle stanchezze del ministero mistero. C’è da aver paura di quelle persone che sono sempre attive, sempre al centro, che non si riposano mai, non prendono mai una pausa per se stessi. Questo è un invito a trovare nel contesto di oggi le vie pastorali più efficaci per l’evangelizzazione. Bisogna avere cura degli altri».

«Pace per tutte le terre che si affacciano su questo mare, specialmente per la Terra Santa Maria che ha dato alla luce di Gesù. Pace per la Palestina, per Israele, per il Libano, per la Siria, e per tutto il Medio Oriente. Pace per il popolo ucraino e il popolo russo. La guerra è sempre e una sconfitta. E preghiamo per le vittime del ciclone che nelle ore scorse ha colpito l’arcipelago de Maiorca».

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