ANSA – Beni per un milione e 300mila euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a due persone coinvolte nel processo “Eyphemos”, nato da un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria, che ha fatto luce sull’operatività della ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte e sui suoi legami con la cosca Alvaro di Sinopoli. Su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli e dell’aggiunto Stefano Musolino, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il provvedimento di sequestro nei confronti di Cosimo Cannizzaro detto “Spagnoletta” e di suo genero, Giuseppe Bagnato detto “Pinuccio”.
Quest’ultimo è deceduto nel 2024 dopo il processo di primo grado quando entrambi sono stati condannati rispettivamente a 14 anni e 15 anni di carcere per associazione mafiosa. In Appello, quindi, la sentenza è stata confermata per il solo imputato Cannizzaro che attende la decisione della Corte di Cassazione prevista per il 17 febbraio.
Stando agli accertamenti eseguiti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria i due erano legati tra loro da vincoli di parentela e avevano interessi imprenditoriali prevalentemente nel settore dell’edilizia. Riportando il contenuto del provvedimento di sequestro, secondo gli investigatori, Cannizzaro «veniva preso come riferimento per le relazioni con affiliati di altre articolazioni, sia nazionali che addirittura australiani, sia per questioni di affiliazioni che per richieste estorsive da rivolgere agli imprenditori individuati quali vittime delle pretese».
L’imprenditore deceduto, Giuseppe Napoli, invece «era risultato, sulla scorta degli atti dell’indagine, – si legge nella nota stampa – ben inserito nei ranghi della medesima cellula mafiosa, rivestendo un ruolo di spicco all’interno del gruppo, tanto da essere considerato come uno dei pochi soggetti della cosca dotato del carisma utile per la costituzione di una nuova locale di ‘ndrangheta».
Il sequestro è stato eseguito nelle provincie di Reggio Calabria, Roma e Milano e ha riguardato l’intero complesso aziendale di tre ditte individuali e due imprese che si occupavano di attività di tenuta di dati contabili, del settore energetico e di quello edilizio. I sigilli della finanza hanno interessato anche a immobili e rapporti bancari, finanziari e assicurativi.