L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti ha colpito direttamente la sede dell’Assemblea degli Esperti a Qom, l’organismo incaricato di nominare la nuova Guida suprema dell’Iran.
Secondo quanto dichiarato da un funzionario della difesa israeliana alla testata Axios, l’operazione militare è scattata in un momento cruciale: mentre era in corso lo scrutinio dei voti per la successione al vertice della Repubblica Islamica.
L’offensiva aerea ha distrutto l’edificio proprio mentre l’intero consiglio si era riunito per formalizzare la nomina. L’emittente israeliana Kan, ripresa anche dall’americana Fox News, ha confermato la dinamica citando fonti governative di Tel Aviv. L’obiettivo dell’azione militare era esplicitamente politico e strategico: «Volevamo impedire loro di eleggere un nuovo leader supremo», ha ammesso apertamente il funzionario citato da Axios.
Al momento non è ancora stato comunicato il bilancio ufficiale delle vittime né l’entità esatta dei danni materiali. Resta inoltre incerto il numero dei membri dell’Assemblea presenti al momento dell’esplosione: l’organismo è composto complessivamente da 88 esperti, la cui incolumità è ora al centro delle preoccupazioni internazionali.
I media iraniani hanno confermato il raid, sottolineando la gravità della violazione della sede di quello che è, di fatto, il massimo organo decisionale del Paese.