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Raid russi su Kiev, almeno 17 morti. Zelensky “rimprovera” gli Stati partner: «Devono capire che i ritardi nella fornitura dei sistemi portano a questo»

Il bombardamento con armi balistiche ha provocato anche 44 feriti. Colpito anche l’ospedale pediatrico di Zaporizhzhia

Raid russi su Kiev, almeno 17 morti. Zelensky “rimprovera” gli Stati partner: «Devono capire che i ritardi nella fornitura dei sistemi portano a questo»

Un nuovo e devastante bombardamento sferrato dalle forze russe con l’impiego di armi balistiche ha provocato un pesante bilancio di sangue a Kiev e nelle aree circostanti, dove al momento si contano almeno 17 morti e 44 feriti. L’amministrazione militare della capitale ha reso noto che «le forze di occupazione russe hanno lanciato un attacco missilistico su Kiev utilizzando armi balistiche, e diverse esplosioni sono state udite in città», facendo scattare un immediato allarme aereo e costringendo la popolazione a cercare riparo a fronte di almeno sei potenti deflagrazioni che hanno scosso l’intera area urbana.

Mentre il sindaco Vitali Klitschko confermava l’attivazione dei sistemi di intercettazione segnalando che «le forze di difesa aerea sono operative nella capitale e nella regione circostante» di fronte al sopraggiungere di ulteriori vettori, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto duramente attraverso i social per sottolineare come il supporto militare esterno risulti determinante per la sopravvivenza dei civili. «I sistemi di intercettazione missilistica avrebbero potuto salvare la vita di coloro che sono stati uccisi oggi», ha scritto il capo dello Stato su X, aggiungendo che «è fondamentale che i nostri partner comprendano che i ritardi nella fornitura di tali sistemi, o la riluttanza a fornirli, portano direttamente a perdite umane e distruzioni così terribili».

Oltre alla capitale, l’offensiva dell’esercito russo ha interessato la regione di Zaporizhzhia, dove un drone del modello Molniya ha colpito l’area dell’ospedale pediatrico locale danneggiando la facciata dell’edificio e frantumando le vetrate. Come confermato dal capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov, la struttura ha evitato una strage unicamente grazie al tempestivo trasferimento nei bunker: «Fortunatamente, quando è stato dato l’allarme aereo, tutti i bambini e il personale medico si trovavano nei rifugi. Non ci sono state vittime», pur con il permanere dello stato di allerta su tutta la zona. L’episodio s’inserisce nel progressivo e feroce inasprimento degli attacchi a lungo raggio che da diversi mesi vede la Russia bersagliare i centri urbani ed il sistema logistico dell’Ucraina.