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Per gli adolescenti è più insidioso e pericoloso il web della strada: in revenge porn in cima alle preoccupazioni

Per i ragazzi italiani sotto i 26 anni, il luogo più pericoloso non è la strada, ma la rete. Il 66 per cento individua infatti nel web l’ambiente in cui si è maggiormente esposti al rischio di subire violenze. A lanciare l’allarme è l’ultima edizione dell’«Osservatorio Indifesa», realizzato da Terre des Hommes, che monitora i fenomeni legati alla violenza di genere, alle discriminazioni, al bullismo e al cyberbullismo tra i giovani nel nostro Paese. Il dato più allarmante riguarda il revenge porn, indicato come principale minaccia online dal 59 per cento degli intervistati.

La diffusione non consensuale di immagini intime si conferma, dunque, al centro delle paure digitali delle nuove generazioni, in un contesto in cui la condivisione di contenuti personali è una pratica quotidiana. Non manca, tuttavia, una diffusa consapevolezza dei rischi. Il 79 per cento dei giovani dichiara di conoscere i pericoli legati alla condivisione online di immagini intime. Una percentuale elevata che segnala un livello di informazione crescente anche sui propri diritti: molti sanno di poter denunciare gli abusi e chiedere la rimozione dei contenuti lesivi dalle piattaforme. La conoscenza degli strumenti di tutela rappresenta un segnale positivo, ma non basta a eliminare la percezione di vulnerabilità.

Se il revenge porn è in cima alle preoccupazioni generali, tra i ragazzi di sesso maschile emerge con forza il tema del cyberbullismo. Il 45 per cento lo indica come primo rischio digitale. Offese, minacce, esclusioni dai gruppi online e campagne di denigrazione sui social continuano a colpire in modo trasversale, con effetti che possono incidere profondamente sul benessere psicologico. Un ulteriore elemento che emerge dall’indagine riguarda il crescente ricorso all’intelligenza artificiale come fonte di supporto personale. Il 50 per cento degli intervistati afferma di rivolgersi frequentemente all’IA per ricevere aiuto, in particolare, in ambito sentimentale, di salute e di supporto emotivo.

Un dato che, secondo gli esperti, apre numerosi interrogativi sul rapporto tra giovani e tecnologie. Se da un lato l’intelligenza artificiale appare come uno strumento accessibile e immediato, dall’altro segnala un possibile bisogno di ascolto e orientamento che non sempre trova risposta nei canali tradizionali.

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