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Papa Leone XIV nel cuore dell’Africa: «Angola ferita e divisa, ha fame di pace e fraternità»

Il Papa è arrivato a Kilamba KIaxi, un vasto agglomerato abitativo situato in un sobborgo della capitale dell'Angola, Luanda. Costruita dalla Cina (Cina International Trust and Investment Corporation), Kilamba era inizialmente considerata una "città fantasma" a causa dell'alto costo degli appartamenti. Attualmente la situazione è cambiata anche se resta comunque una zona poco abitata, e soprattutto da…
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Il Papa è arrivato a Kilamba KIaxi, un vasto agglomerato abitativo situato in un sobborgo della capitale dell’Angola, Luanda. Costruita dalla Cina (Cina International Trust and Investment Corporation), Kilamba era inizialmente considerata una “città fantasma” a causa dell’alto costo degli appartamenti. Attualmente la situazione è cambiata anche se resta comunque una zona poco abitata, e soprattutto da alcune élite del paese e da stranieri occupati nelle multinazionali.  

È qui che il Papa, alla terza tappa del viaggio apostolico in Africa, ha celebrato la messa della domenica parlando ad oltre 100mila i fedeli, della storia dell’Angola: paese dalle grandi contraddizioni, piagato dalle conseguenze di decenni di guerra. Alle 15.45 Leone in elicottero si trasferirà a Muxima dove arriverà dopo circa mezz’ora per poi recarsi al santuario di Mama Muxima dove presiederà la recita del rosario. Alle 17.45 prenderà di nuovo l’elicottero per ritornare nella capitale Luanda.

Sono almeno 200mila – secondo le stime vaticane – gli angolani presenti nella spianata di Kilamba per assistere alla messa che presiederà il Papa. Il Pontefice definisce l’Angola «paese bellissimo e ferito, che ha fame e sete di speranza, di pace e di fraternità. Una lunga guerra civile con il suo strascico di inimicizie e divisioni, di risorse sperperate e di povertà. Quando per lungo tempo si è immersi in una storia così marchiata dal dolore, si corre il rischio dei due discepoli di Emmaus – ha detto Papa Leone commentando il Vangelo di oggi – : perdere la speranza e rimanere paralizzati dallo scoraggiamento».

Ai cattolici dell’Angola chiede di restare “fedeli” alla Chiesa, evitando forma di magia e superstizione. «Occorre sempre vigilare su quelle forme di religiosità tradizionale, che certamente appartengono alle radici della vostra cultura, ma al contempo rischiano di confondere e di mescolare elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale. Restate fedeli a quanto insegna la Chiesa, fidatevi dei vostri Pastori e tenete fisso lo sguardo su Gesù, che si rivela in particolare nella Parola e nell’Eucaristia», ha detto Leone XIV nell’omelia.

Tocca le piaghe dell’Angola, dalle divisioni eredità della guerra civile alla mancata condivisione delle ricchezze. «La storia del vostro Paese, le conseguenze ancora difficili che sopportate, le problematiche sociali ed economiche e le diverse forme di povertà invocano la presenza di una Chiesa che sa affiancarsi nel cammino e sa raccogliere il grido dei suoi figli». È possibile allora «costruire un Paese dove siano superate per sempre le vecchie divisioni, dove scompaiano l’odio e la violenza, dove la piaga della corruzione venga guarita da una nuova cultura della giustizia e della condivisione».

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