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Pamela Genini, Soncin in aula chiede scusa: «Comprendo il peso delle mie azioni»

Dichiarazioni spontanee dell’imputato alla Corte d’Assise di Milano, alla terza udienza del processo per il femminicidio della compagna

Pamela Genini, Soncin in aula chiede scusa: «Comprendo il peso delle mie azioni»
(Foto Ansa)

Gianluca Soncin, 52 anni, ha parlato per la prima volta davanti ai giudici da quando è iniziato il processo per l’omicidio della sua ex fidanzata, Pamela Genini. Lo ha fatto questa mattina alla Corte d’Assise di Milano, alla terza udienza del dibattimento, chiedendo di rendere dichiarazioni spontanee prima ancora dell’audizione dei testimoni.

A voce bassa, leggendo poche righe scritte a mano su un foglio, l’imputato ha detto: «In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere. Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità».

Soncin è detenuto per l’omicidio di Pamela Genini, commesso la sera del 14 ottobre 2025 nell’appartamento della giovane donna, in via Iglesias, periferia nord-est di Milano. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo si era procurato un doppione delle chiavi di casa della ex fidanzata e aveva fatto irruzione nell’abitazione mentre lei era al telefono con un altro uomo, colpendola con 76 coltellate, prima sul terrazzino e poi all’interno dell’appartamento. Per questo risponde di omicidio volontario pluriaggravato, con le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi.

Il processo, che vede Soncin come unico imputato, si sta svolgendo a porte spalancate sull’attenzione pubblica: nelle precedenti udienze erano già stati proiettati in aula un video e le immagini degli ultimi istanti di vita di Pamela, oltre alla testimonianza della madre della vittima, che rivolgendosi all’imputato lo aveva apostrofato con parole durissime prima di essere accompagnata fuori dalla sala.