Il marito di Federica Torzullo, Claudio Carlomagno, è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere. Secondo quanto emerge dal decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di fare a pezzi e bruciare il corpo della moglie per ostacolarne il riconoscimento. L’ispezione della villetta, della sua auto e dei locali aziendali ha portato al ritrovamento di tracce ematiche sui vestiti della vittima, lavati dall’indagato, e alla verifica che sarebbe stato lui a utilizzare il cellulare di Federica dopo il delitto per dissimulare quanto accaduto.
Carlomagno si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al procuratore Alberto Liguori e al pm titola dell’indagine, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto stamani nel carcere di Civitavecchia. Per gli inquirenti si tratta di un delitto di “particolare ferocia”.
Il corpo di Federica, madre di un bambino, è stato rinvenuto domenica in un canneto vicino alla sede della ditta di famiglia ad Anguillara Sabazia. Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita della donna, mentre l’autopsia, fissata per domani, dovrebbe chiarire dinamica dell’omicidio e arma utilizzata. Nelle prossime ore i pm convalideranno il fermo e continueranno le analisi su tracce ematiche e scatola nera dell’auto.
Intanto, il liceo Vian di Bracciano, frequentato da Federica, ha osservato un minuto di rumore in memoria della giovane. La preside Lucia Lolli e i docenti hanno sottolineato l’urgenza di un cambiamento culturale contro la violenza di genere, ricordando l’impegno della scuola in attività educative su affettività e rispetto. «Federica non potrà vedere suo figlio crescere – scrivono – e ancora una volta ci troviamo a piangere una vita spezzata». La comunità studentesca ha ribadito la necessità di azioni concrete contro la violenza patriarcale, confermando che la memoria della vittima diventi un impegno educativo e sociale.









