Una svolta decisiva cancella il mistero sull’omicidio di Pietro Roberto Guerrino, il traduttore simultaneo di fama internazionale trovato morto lo scorso 13 giugno a Milano. Un giovane di 19 anni di origine marocchina è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di essere l’autore del delitto. Il provvedimento di fermo è scattato per scongiurare il pericolo di fuga, è scattato lunedì sera alla stazione ferroviaria di Melzo, dove il ragazzo è stato bloccato con numerosi bagagli al seguito. Il gip ha già convalidato l’arresto.
Guerrino era stato rinvenuto senza vita nel salotto del suo appartamento al quarto piano di via Oxilia 11, in zona Loreto-Centrale, ucciso da una serie di violenti colpi alla testa. Secondo le ricostruzioni emerse dalle indagini, la dinamica del delitto si è consumata tra le mura domestiche dopo che la vittima aveva fatto entrare il giovane in casa. Tra i due sarebbe nata una violenta lite per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, forse legati a questioni personali o a un tentativo di rapina sfociato nel sangue.
Il diciannovenne avrebbe quindi colpito ripetutamente il professionista alla testa con un oggetto contundente, lasciandolo agonizzante sul pavimento prima di dileguarsi e tentare, giorni dopo, di far perdere le proprie tracce lasciando l’hinterland milanese. Decisive per rintracciarlo sono state le analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona e i tabulati telefonici della vittima.
