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Emergenza omicidi-suicidi, quattro casi in pochi giorni: per l’esperto pesa il rischio emulazione

Il segretario dell’Aupi Iacob analizza i drammi di Roma, Ostia, Firenze e del Savonese: «Fondamentale intercettare la sofferenza prima del gesto»

Emergenza omicidi-suicidi, quattro casi in pochi giorni: per l’esperto pesa il rischio emulazione
(Foto Ansa)

Quattro casi di omicidi-suicidi in pochi giorni: quello della famiglia romana trovata senza vita il 31 agosto, dove il padre ha sparato a moglie e figlia disabile prima di uccidersi ed altre tre tragedie simili emerse oggi a Ostia (un uomo ha ucciso l’anziana madre e poi si è gettato dalla finestra), Firenze (un uomo si è lanciato da un viadotto e poco distante è stato ritrovato anche il corpo dell’ex compagna) e nel savonese (i cadaveri di un uomo, di una donna e di un ragazzo minorenne sono stati trovati in un’abitazione).

Situazioni che vedono presumibilmente alla base una «profonda sofferenza ed uno stato di alterazione psicologica», ma nei quali un qualche peso potrebbe avere anche «il meccanismo di emulazione», afferma all’ANSA il segretario dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani (Aupi) Ivan Iacob.

«Nel caso della famiglia romana – rileva lo psicologo – le motivazioni legate alla sofferenza e difficoltà per la figlia disabile sono state acclarate, mentre non conosciamo la dinamica o le motivazioni alla base degli altri casi: tuttavia, per arrivare ad un simile gesto, la condizione emotiva è sicuramente alterata e di forte sofferenza ed esasperazione»: in tale stato, spiega l’esperto, «si possono mettere in atto dei meccanismi di “semplificazione del pensiero”: se cioè un soggetto in forte difficoltà vede rappresentata una soluzione estrema che è stata già messa in atto e resa possibile da altri, potrebbe scattare un meccanismo di emulazione che spinge e vedere in quel gesto estremo una soluzione che può diventare immediatamente concreta: la notizia della messa in atto di un omicidio-suicidio come gesto estremo può dunque portare ad una semplificazione del pensiero, spingendo il soggetto a realizzare nell’immediato una soluzione già concretizzata da altri, e quindi percepita come possibile».

Il punto, secondo Iacob, è però puntare a intercettare lo stato di profondo malessere prima che sia troppo tardi prendendo in carico l’intero nucleo familiare, «attraverso misure adeguate di sostegno nel caso di caregiver con parenti disabili e cercando di coinvolgere e considerare l’intero nucleo famiglia nel caso di singoli soggetti con patologie psichiatriche»: resta il rischio dell’effetto emulazione: «La nostra è una società dove l’informazione è veloce, le notizie sono diffuse subito e a volte con un taglio sensazionalistico: in tragedie come queste, il quesito è come sia più opportuno diffondere la notizia, in che termini e con quale enfasi»: un quesito, conclude lo psicologo, «cui non è facile dare una risposta»