È entrato ufficialmente in vigore, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta lo scorso 24 agosto, il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2026-2028: il documento, approvato a giugno in Conferenza Stato-Regioni, aggiorna la disciplina precedente mantenendo salde le classi di priorità temporali per l’erogazione delle prestazioni fisiche e specialistiche. Il provvedimento punta ad agire sulla contrazione della domanda attraverso il contrasto all’appropriatezza prescrittiva, arginando la medicina difensiva e la ricerca di rassicurazioni superflue da parte dell’utenza, affidando la gestione operativa centralizzata alla nuova Piattaforma nazionale delle liste d’attesa.
Le novità per i cittadini: dai percorsi di tutela rafforzati al divieto assoluto di blocco delle agende
Le innovazioni più significative toccano l’organizzazione dell’offerta sanitaria attraverso il potenziamento del Cup unico, il quale dovrà integrare in un solo circuito le disponibilità del Servizio Sanitario Nazionale, del privato convenzionato e dell’attività in intramoenia: la struttura si farà carico anche del servizio di richiamo per confermare o disdire gli appuntamenti programmati. Qualora le strutture non riescano a garantire i tempi previsti dalle priorità della ricetta, scatteranno i percorsi di tutela con l’attivazione di pre-liste e il divieto inderogabile di ricorrere alla chiusura delle agende; parallelamente viene introdotta una precisa responsabilità per l’utente, chiamato al pagamento del ticket ordinario anche se esente qualora non si presenti alla visita senza aver fornito adeguata disdetta nei termini previsti.
