È il prezzo dell’incognito probabilmente il più alto che il sistema imprenditoriale italiano si troverà a pagare nel prossimo futuro dopo la decisione della Corte suprema sui dazi ed i rilanci del presidente Usa Donald Trump.
Domani l’appuntamento in video conferenza convocato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani del tavolo sui dazi, di quel “Sistema Italia” che riunisce agenzie governative come Sace, Simest, Ice e Cdp e rappresentanze imprenditoriali. Un incontro durante il quale, ha assicurato Tajani «forniremo alle imprese tutte le informazioni direttamente dal governo affinché possano regolarsi».
«Il nostro obiettivo è raccogliere informazioni e rassicurare le imprese esportatrici, permettendo loro di lavorare con la serenità di avere un governo che le accompagna». Compito non facile vista l’incertezza del prossimo futuro tra la sentenza della Corte suprema e i rinnovati annunci di dazi aggiuntivi, il nodo dei possibili rimborsi e l’effetto generale della situazione sui mercati. «Serve cautela e responsabilità. Gli Stati Uniti sono un grande, imprescindibile partner commerciale e un significativo partner politico dell’Europa» avverte il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso rivendicando i successi dell’Italia esportatrice che a fine 2025 ha visto crescere le esportazioni del 3,3% e anche quelle nei confronti degli Usa – complice anche un certo effetto anticipo – del 7,2%. Sulla stessa linea anche Simest.
L’ad Regina Corradini D’Arienzo invita a «tenere la barra diritta» perché la crescita c’è e bisogna evitare il «maleficio» dell’incertezza che rallenta, posticipa e in alcuni casi azzera gli investimenti. «Con i dazi il danno era già fatto, non solo per le tariffe di per sè stesse ma per l’effetto che hanno avuto su tutto il commercio internazionale», sottolinea il presidente dell’Agenzia Ice, Matteo Zoppas: «ora dovremo capire diverse cose», spiega «e non è detto che potremo avere subito tutte le indicazioni necessarie». E se le previsioni dell’impatto dei dazi sul pil nazionale -(0,1%) nell’anno appena trascorso e fino a 0,5% quest’anno nello scenario acquisito fino a venerdì- sembrano confermare la sostenibilità per l’industria italiana delle tariffe, ora i timori per la situazione che si è venuta a creare sono grandi.