Col passare dei giorni, acqua sul fuoco e buon viso a cattivo gioco. L’immagine del campo largo a tavola tiene ancora banco, ma intanto sia la segretaria del Pd Elly Schlein sia i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno detto pubblicamente che non pongono veti sulle altre forze.
Foto alla mano, al centro si fa spallucce: «Quel formato non è sufficiente per vincere le elezioni – ha detto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi – Su questa consapevolezza deve avvenire il passaggio successivo sui nodi politici. Se quella foto è un modo di eludere questo confronto, allora è un errore. Ma non mi sembra sia così».
Il quarto commensale era il presidente del M5s Giuseppe Conte. Che va avanti con la definizione del programma da proporre agli alleati. Il 20 e 27 giugno, 300 persone – militanti e non, eletti e non – si incontreranno on line per cominciare a mettere a terra le proposte raccolte con la fase di ascolto dei cittadini: fra i temi, la cannabis e l’esercito europeo.
La segretaria del Pd deve invece gestire anche i malumori interni di chi ha visto in quella tavolata tutta la forza di un’alleanza spostata a sinistra. Sarà uno dei temi di discussione della direzione del partito convocata per martedì: ma non tira aria di scontro. Intanto, la segretaria è volata a Bruxelles per calibrare posizioni e alleanze.
Al ritorno a Roma, dovrà preparare la direzione. I riformisti apprezzano che ci sia un confronto e l’atteggiamento della segretaria che trovano
più sensibile alle istanze dell’area moderata, specie dopo l’addio di Pina Picierno.
Martedì al Nazareno si parlerà di amministrative, di legge elettorale. E poi Schlein traccerà la road map per il voto del 2027: «Il programma
lo faremo con tutta l’alleanza da settembre». Anche con Matteo Renzi? «Non ho mai messo veti su nessuno». Parole analoghe da Avs.
