Un’ora di sonno in meno ma giornate più lunghe con luce naturale fino a sera. La notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo torna l’ora legale con le lancette che saranno spostate avanti di un’ora, dalle 2 alle 3. Un appuntamento che segna, simbolicamente, l’ingresso nella stagione calda.
L’arrivo dell’ora legale, insieme ai primi disagi per abituarsi al nuovo orario, porta con sé anche un risparmio energetico: i dati relativi al 2024 confermano che, in media, si spende il 10,3% in meno per le abitazioni con riscaldamento tradizionale.
Secondo le analisi elaborate da Pulsee luce e gas, lo spostamento delle lancette innesca una riduzione dei consumi complessivi del 20% rispetto ai mesi di ora solare.
Il beneficio più rilevante riguarda l’illuminazione e l’elettronica, che fa registrare un calo del 34% proprio grazie al prolungamento della luminosità naturale. Di pari passo, la tendenza a trascorrere più tempo all’aria aperta riduce del 19% i consumi legati allo standby: i dispositivi elettronici restano spenti e scollegati dalle prese più a lungo, abbattendo drasticamente il carico passivo.
Tuttavia, l’arrivo dei mesi estivi porta nuove dinamiche nella gestione della spesa energetica. I rilievi evidenziano un aumento della richiesta per la climatizzazione (+30%) e per la refrigerazione degli alimenti (+10%). I riflessi economici variano sensibilmente in base alla tipologia di impianto: se il risparmio tocca il 10,3% per i sistemi tradizionali, si ferma al 4,8% per gli immobili dotati di climatizzazione centralizzata (Hvac).
In questo scenario, un cliente su quattro tra gli utenti di Energimetro ha comunque migliorato il proprio «punteggio di efficienza», parametro che confronta la virtuosità dei propri consumi rispetto a case simili, a conferma di un cambiamento positivo nelle abitudini quotidiane.










