Un finanziamento tra uno e due milioni di euro sarebbe stato garantito alle cosche di Marina di Gioiosa Ionica da Rocco Commisso, presidente della Fiorentina scomparso all’inizio di quest’anno.
È quanto emerge da un’informativa di 52 pagine depositata dai carabinieri del Ros alla Procura di Reggio Calabria lo scorso 2 marzo, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Risiko”. L’indagine punta a scoperchiare i flussi finanziari internazionali e i legami tra la ‘ndrangheta e il Nord America.
Il documento investigativo si basa su alcune intercettazioni ambientali effettuate nel luglio 2025 in un bar di Siderno.
Protagonista dei dialoghi è Frank Albanese, arrestato lo scorso febbraio in un’operazione coordinata con l’Fbi e considerato dagli inquirenti un elemento di raccordo tra la Calabria e le ramificazioni mafiose in Canada e Stati Uniti.
Durante una conversazione con due esponenti del clan Commisso di Siderno (omonimi ma non parenti del magnate), Albanese avrebbe affermato testualmente: «Rocco Commisso ha lasciato un milione di euro all’associazione, non a Siderno ma a Marina di Gioiosa Ionica». In un altro passaggio dell’informativa, la cifra ipotizzata sale a due milioni di euro.
Gli inquirenti della Dda sottolineano che si tratta di dichiarazioni raccolte durante l’attività di pedinamento e non di accuse provate. Ogni elemento dovrà essere verificato per accertare se il versamento sia realmente avvenuto.
Nelle registrazioni, Albanese e i suoi interlocutori discutono anche del patrimonio dell’ex patron della Fiorentina, stimato in «6 miliardi», del legame con lo scomparso Joe Barone e delle condizioni di salute di Commisso, deceduto all’inizio di quest’anno, che gli avrebbero impedito di tornare in Italia per lungo tempo.
Immediata la replica della società gigliata. Attraverso una nota ufficiale, l’attuale presidente Giuseppe B. Commisso, figlio di Rocco, ha respinto con fermezza quelle che ha definito «insinuazioni». La nota sottolinea come la vita del magnate sia stata segnata dalla filantropia e dalla lotta agli stereotipi che associano gli italo-americani alla criminalità organizzata, ricordando i numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti e l’investimento per la realizzazione del Viola Park.