È iniziato all’ospedale di Pescara l’iter per la certificazione del decesso di Diomede Barchiesi, il 50enne originario di Altino e residente a Lanciano ricoverato in condizioni disperate nel reparto di rianimazione dopo l’aggressione subita sul lungomare di Fossacesia, in provincia di Chieti. L’uomo, dipendente di Stellantis, era intervenuto nella notte di domenica per proteggere il figlio diciottenne rimasto coinvolto in una lite all’esterno dei locali della movida, nei pressi del Supporter Beach: i medici della Asl pescarese hanno diagnosticato la morte encefalica, facendo scattare il periodo di osservazione previsto dalla legge al termine del quale verrà formalizzato il decesso.
La ricostruzione dei soccorsi e la svolta nell’inchiesta giudiziaria
La tragedia si è consumata intorno alle 4 del mattino, quando il cinquantenne ha raggiunto il luogo della discussione per separare i giovani e allontanare il figlio: in quei concitati istanti Barchiesi è stato raggiunto al volto da un pugno sferrato da un ragazzo, stramazzando al suolo e perdendo immediatamente conoscenza. Soccorso dai sanitari del 118 di Atessa, l’uomo è stato trasferito intubato nel capoluogo adriatico a causa di un gravissimo trauma cranico e lesioni cerebrali rivelatesi poi fatali. Gli accertamenti della magistratura dovranno ora chiarire nel dettaglio i pochi secondi che hanno preceduto la caduta, mentre la posizione del diciottenne indicato come responsabile del colpo si aggrava nettamente: l’ipotesi di reato a suo carico, inizialmente rubricata come lesioni gravissime, verrà modificata alla luce della morte dell’uomo.
