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Mondiali 2026, l’Italia potrebbe beneficiare di un ulteriore ripescaggio se l’Iran rinuncia a partecipare

La possibilità di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di calcio 2026 resta un’ipotesi tutta da concretizzare e interamente nelle mani della FIFA. Se l’Iran dovesse rinunciare alla partecipazione al torneo in programma negli Stati Uniti dal prossimo 11 giugno, infatti, la decisione su come colmare il vuoto nel girone G non sarebbe automatica, ma affidata…
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foto di Fabio Ferrari/LaPresse

La possibilità di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di calcio 2026 resta un’ipotesi tutta da concretizzare e interamente nelle mani della FIFA. Se l’Iran dovesse rinunciare alla partecipazione al torneo in programma negli Stati Uniti dal prossimo 11 giugno, infatti, la decisione su come colmare il vuoto nel girone G non sarebbe automatica, ma affidata alla discrezionalità di un organismo interno al massimo organo di governo del calcio mondiale.

Il Consiglio FIFA, o altro comitato competente, come previsto dall’articolo 6 del regolamento, ha il compito di scegliere quale nazionale subentri a quella rinunciataria. Per la UEFA, il presidente Aleksander Čeferin potrebbe giocare un ruolo chiave nel sostenere la candidatura dell’Italia, qualora si arrivasse al confronto politico-tecnico tra federazioni.

Secondo un’indiscrezione riportata dal media statunitense The Athletic, la FIFA starebbe valutando anche un’idea più articolata: l’organizzazione di un super playoff intercontinentale tra alcune delle nazionali rimaste escluse dalla fase finale. Questo torneo supplementare, che potrebbe essere disputato negli Stati Uniti a ridosso dell’inizio dei Mondiali, includerebbe le squadre con i ranking più alti, consentendo così agli azzurri di rientrare in corsa grazie alla posizione favorevole nella classifica mondiale.

L’ipotesi non è peregrina, soprattutto se si considera un precedente recente: nella prima edizione del rinnovato Mondiale per Club, la cancellazione di una partecipazione ha portato alla disputa di uno spareggio rapido tra squadre escluse, sulla base del ranking. Un meccanismo simile potrebbe dunque venire replicato per la rassegna iridata, inserendo l’Italia nel mini-torneo di qualificazione.

Tuttavia, resta un elemento di grande incertezza: i tempi. La FIFA dovrà muoversi entro scadenze precise: l’articolo 6 stabilisce che una nazionale che si ritiri meno di 30 giorni prima della prima partita rischia una multa di almeno 500mila franchi svizzeri, fissando come possibile termine ultimo il 13 maggio per una decisione formale. Per ragioni organizzative, però, è probabile che la scelta venga annunciata ben prima di quella data.

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