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Monaco, l’Europa alla prova: Ucraina e difesa al centro della Conferenza sulla Sicurezza

A Monaco di Baviera, la 62esima Conferenza sulla Sicurezza ha aperto una due giorni di incontri ad alto livello con la partecipazione di oltre 60 capi di Stato e circa 100 ministri degli Esteri e della Difesa, tra cui l’italiano Antonio Tajani e Guido Crosetto.

La conferenza affronta temi centrali per la sicurezza internazionale, tra cui la guerra in Ucraina, la Difesa europea, le crisi in Medio Oriente e le tensioni con l’Iran. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aperto i lavori, mentre il presidente francese Emmanuel Macron chiuderà la prima giornata.

Tra gli interventi previsti figurano quelli di Kaja Kallas, Giuseppe Cavo Dragone, Alexander Stubb, Yvette Cooper, Rafael Mariano Grossi, Reza Pahlavi e Roberta Metsola. Domani interverranno Marco Rubio, Volodymyr Zelensky, Keir Starmer, Wang Yi e Ursula von der Leyen. La città è blindata con circa 5.000 agenti, unità cinofile e cecchini sui tetti.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’impegno italiano nel sostenere negoziati trilaterali per l’Ucraina, la cooperazione per la Difesa europea e gli sforzi diplomatici sul Medio Oriente, compresi i colloqui tra Stati Uniti e Iran e il Piano di pace Usa per Gaza. L’Italia contribuirà inoltre all’addestramento di 50 funzionari palestinesi in Giordania. Il ministro della Difesa Crosetto ha incontrato l’omologo della Mauritania, Hanana Oul Sidi, per rafforzare la collaborazione sulla sicurezza del Sahel e sostenere lo sviluppo regionale attraverso il Piano Mattei.

Iniziative civiche e di protesta

Centinaia di iraniani in piazza hanno manifestato contro il regime degli ayatollah e il coinvolgimento di Reza Pahlavi, sottolineando la volontà di un cambiamento interno senza interventi stranieri. Greenpeace ha esposto uno striscione da una gru a 60 metri con la scritta “Liberatevi dai tiranni”, richiamando l’attenzione sulla dipendenza europea dal gas naturale liquefatto da Russia e Stati Uniti e sull’importanza della politica energetica per la sicurezza.

L’Ucraina

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e l’omologo ucraino Andrii Sybiha hanno inaugurato “Casa Ucraina”, centro d’incontro dedicato alla cooperazione e alla resilienza europea. Il ministro ucraino Andrii Sybiha ha incontrato Wang Yi per discutere relazioni bilaterali e sforzi di pace, invitandolo a visitare l’Ucraina.

Zelensky ha evidenziato la necessità di produzione congiunta di droni e di coordinamento per garantire sicurezza e pace. L’annuncio su X: «Abbiamo bisogno di una maggiore produzione congiunta, di una maggiore resilienza, di un maggiore coordinamento ed efficacia della nostra architettura di sicurezza condivisa in Europa. La cosa più importante che possiamo realizzare insieme è porre fine alla guerra con una pace dignitosa e creare garanzie di sicurezza affidabili per l’Ucraina e per tutta l’Europa, in modo che nessuno in Europa abbia paura di rimanere senza protezione».

La Nato

Per Mark Rutte, segretario generale della Nato, è importante la crescente responsabilità europea nella Difesa e il cambiamento di mentalità che rafforza l’alleanza Nato. «I russi – spiega – stanno subendo perdite sbalorditive giorno dopo giorno: 35mila morti a dicembre e 30mila a gennaio. Invece di percepire i russi come un orso possente, dobbiamo comprendere che si stanno muovendo attraverso l’Ucraina con la velocità di una lumaca da giardino. Non dobbiamo cadere nella trappola della propaganda russa».

Una simulazione del quotidiano Die Welt ipotizza che 15 mila soldati russi possano mettere in crisi l’Alleanza nei Baltici. Tensioni anche con Budapest: il ministro Péter Szijjártó accusa Kiev di interferenze elettorali e di ostacolare le forniture energetiche tramite l’oleodotto Druzhba, accuse su cui il Cremlino non commenta. Mentre Ursula von der Leyen ha ribadito l’importanza dell’indipendenza europea sulla sicurezza, sostenendo che una Ue forte contribuisce a una Nato forte, e ha sottolineato la necessità di maggiori responsabilità per garantire la difesa del continente.

Merz: «L’Europa torni potenza»

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato un messaggio netto: «L’Europa ha concluso la sua lunga vacanza dalla storia mondiale». Secondo Merz, l’ordine internazionale basato su regole è a rischio e l’Ue, pur avendo un Pil quasi dieci volte superiore a quello russo, non esprime ancora una forza proporzionata al proprio potenziale. La guerra in Ucraina, ha aggiunto, finirà solo quando la Russia sarà economicamente e forse militarmente esausta: l’obiettivo è portare Mosca a non vedere più alcun vantaggio nel continuare il conflitto, combinando pressione militare, economica e diplomatica, restando aperti a negoziati seri su cessate il fuoco e pace.

Colloqui Kiev-Mosca a Ginevra

Il Cremlino ha annunciato nuovi colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti il 17-18 febbraio a Ginevra. Per Mosca guiderà la delegazione Vladimir Medinsky, mentre Kiev sarà rappresentata dal ministro della Difesa Rustem Umerov, che auspica negoziati «seri e responsabili». Intanto il Coreper lavora al 20° pacchetto di sanzioni Ue, definito «ambizioso» e da adottare rapidamente. A margine della conferenza, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il ministro tedesco Boris Pistorius hanno presentato il primo drone d’attacco prodotto da una joint venture tra Kiev e la tedesca Quantum Systems: entro l’anno sono previste diecimila unità.

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