di Alessandro Galavotti
(ANSA) – A San Siro in tram, il mezzo che ogni giorno migliaia di milanesi utilizzano per spostarsi. Sergio Mattarella stupisce il mondo scegliendo di arrivare alla Cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano Cortina come un comune cittadino. Nessun effetto speciale alla James Bond, come aveva fatto nel 2012 la Regina Elisabetta per l’apertura delle Olimpiadi di Londra, ma l’iconica vettura gialla, la più antica del mondo ancora in circolazione, per l’ultimo atto della tre giorni milanese del Capo dello Stato, dalla lasagna al Villaggio Olimpico alla divisa degli atleti azzurri indossata con orgoglio. Gesti comuni, mescolati all’ufficialità dei momenti protocollari, per un presidente che della normalità ha fatto la sua cifra. La cifra della semplicità di tutti i giorni a cui Mattarella si riferì sin dal suo discorso d’insediamento.
«Per la nostra gente il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita. Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi con fiducia il volto degli italiani», aveva detto alle Camere riunite in seduta comune nel febbraio 2015. Così è stato il giorno delle sue elezioni, quando uscì dalla Consulta su una Panda grigia, l’utilitaria simbolo di ‘low profile’ e di una riservatezza che non hanno mai tolto nulla alla sua autorevolezza. Un momento indimenticabile che, ancora una volta, ha unito la massima carica dello Stato alla vita quotidiana dei cittadini, come l’aereo di linea per tornare nella sua Sicilia o il treno per gli spostamenti più brevi.
Sobrio come il tram 26 del video di questa sera, guidato da un Valentino Rossi tramviere d’eccezione, da cui è sceso davanti allo stadio, accolto dal boato del pubblico che lo ha salutato con un caloroso applauso quando si è accomodato in tribuna, questa volta in carne e ossa. Nel video come sugli spalti il sorriso di Mattarella è quello appena accennato, ma vero, che gli italiani hanno imparato a conoscere e ad apprezzare.
Lo stesso mostrato ai rappresentanti del Cio riuniti in Assemblea, lunedì scorso al Teatro alla Scala, e ai potenti del mondo incontrati alla Fabbrica del Vapore per la cena di gala, ma anche agli atleti azzurri con cui ieri ha pranzato in mensa, come uno di loro, in una normalità calda e familiare tra strette di mano e incoraggiamenti per le gare alle porte. Uno stile inconfondibile per gli italiani che ormai lo riconoscono come il “presidente normale”, il presidente della Repubblica di tutti e per tutti.









