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Milano, all’Università Bicocca un laboratorio di uncinetto: «Un luogo in cui ridurre lo stress»

Ridurre lo stress degli studenti attraverso la manualità: è l’obiettivo del laboratorio di uncinetto e maglia introdotto all’Università Bicocca di Milano e pensato come uno spazio di decompressione contro la competitività accademica.

Il progetto, aperto anche ai principianti, nasce dalla volontà degli studenti di riappropriarsi di spazi di socialità autentica.

La novità principale risiede nell’approccio pedagogico e psicologico: l’attività non è intesa come un semplice passatempo, ma come uno strumento di cooperazione che contrasta l’isolamento e l’ansia da prestazione tipici del percorso di studi.

Giulia Rossi, una delle studentesse promotrici dell’iniziativa, ha spiegato le finalità del gruppo: «L’idea di creare il laboratorio è nata dall’esigenza di avere uno spazio nel quale trovarsi in compagnia a portare avanti i nostri lavori individuali o, perché no, collettivi. Crediamo sia importante che l’ambiente universitario non sia vissuto esclusivamente come un luogo di competizione, nel quale formarsi passivamente, bensì come spazio di socialità accessibile a chiunque nel quale, parallelamente allo studio, possano vivere le proprie passioni».

L’iniziativa trova riscontro in diversi studi scientifici che evidenziano come la “knit therapy” (la terapia della maglia) apporti benefici significativi alla psiche.

La concentrazione richiesta per eseguire i punti aiuta a regolare il battito cardiaco e a abbassare i livelli di cortisolo, migliorando sensibilmente l’umore. In un contesto dove la pressione per il successo accademico è spesso elevata, il laboratorio si pone come un “ambiente sicuro” in cui la condivisione delle conoscenze sostituisce la sfida tra pari.

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