Il Comitato dei diritti umani delle Nazioni unite ha manifestato «preoccupazione» in merito a «possibili conflitti» tra il protocollo d’intesa siglato tra Italia e Albania sulla gestione dei flussi migratori e la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici.
L’allarme emerge dal recente rapporto del Comitato sull’Albania.
Pur «prendendo atto della sospensione dell’attuazione del protocollo», l’organismo delle Nazioni unite ha espresso forti dubbi in relazione a diversi aspetti chiave dell’accordo bilaterale. Tra questi, spiccano la «gestione extraterritoriale delle procedure di migrazione e asilo», la previsione della «detenzione automatica dei migranti e il rischio di una detenzione prolungata», nonché il potenziale «rischio di essere soggetti a procedure di migrazione o asilo inadeguate».
Nel suo rapporto, il Comitato esorta lo Stato albanese a «garantire che tutte le persone che cercano protezione internazionale abbiano libero accesso al territorio nazionale» e a procedure «eque ed efficienti per la determinazione dello status di rifugiato o dell’idoneità alla protezione internazionale», al fine di assicurare il pieno rispetto del «principio di non respingimento».
Secondo il Comitato, la legislazione albanese e il protocollo sottoscritto con l’Italia devono essere «pienamente conformi a tali requisiti». In particolare, la detenzione di migranti e richiedenti asilo deve configurarsi come una «misura di ultima istanza» e risultare «ragionevole, necessaria e proporzionata», in linea con le osservazioni generali del Comitato sulla libertà e sicurezza della persona.
Il rapporto sottolinea inoltre la necessità di valutare «misure alternative alla detenzione» e di assicurare che i minori non vengano privati della libertà personale.
Un punto cruciale sollevato dal Comitato riguarda la concreta attuazione del «principio di non respingimento». A tal fine, viene raccomandato di «garantire che tutte le persone che cercano protezione internazionale abbiano accesso a un meccanismo di appello giudiziario indipendente con effetto sospensivo contro le decisioni negative».
Infine, il Comitato dei diritti umani delle Nazioni unite evidenzia l’importanza di assicurare che «l’assistenza legale gratuita sia accessibile nella pratica nelle procedure per la determinazione individualizzata dello status di rifugiato o dell’idoneità alla protezione internazionale», garantendo così un equo accesso alla giustizia per i richiedenti asilo.