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Midterm Usa, resa dei conti tra i repubblicani: si muove l’impeachment per il capo del Pentagono Hegseth

Il vicepresidente Vance lavora alla nuova destra in vista del 2028, mentre Rubio valuta l’addio. L’intervento del Vaticano

Midterm Usa, resa dei conti tra i repubblicani: si muove l’impeachment per il capo del Pentagono Hegseth
(Foto Ansa)

Terremoto politico negli Stati Uniti all’indomani delle elezioni di midterm, segnate da una dura disfatta per il Grand Old Party. Nel mirino dei repubblicani è finito direttamente il segretario della Difesa Pete Hegseth, ritenuto dai legislatori il principale responsabile del conflitto in Iran e del conseguente salasso elettorale per non aver garantito alcuna strategia d’uscita. Secondo quanto riferito dalla Cnn, il deputato repubblicano Thomas Massie ha annunciato l’intenzione di avviare già la prossima settimana la procedura di impeachment alla Camera, con diverse fonti parlamentari che danno per probabile l’approvazione della mozione.

Sul fronte interno, le manovre per la leadership futura sono già in fermento. Come riportato da Fox News, il vicepresidente JD Vance avrebbe avviato i lavori per consolidare la cosiddetta nuova destra, tessendo alleanze con i membri del Gop scontenti e orientando la linea su 4 capisaldi strategici: restare fuori dai conflitti esteri, rendere il Paese economicamente accessibile per la crescita delle famiglie e blindare le frontiere in vista della corsa alla presidenza del 2028. Nel frattempo, indiscrezioni di stampa danno l’attuale segretario di Stato Marco Rubio pronto a lasciare l’esecutivo per preparare una futura candidatura alla Casa Bianca, con l’ambasciatore statunitense in India Sergio Gor indicato come possibile successore.

Dall’Europa è arrivata intanto la riflessione della Santa Sede affidata al cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che a margine di un evento all’università Urbaniana ha commentato l’esito del voto: «Speriamo ci sia la capacità di collaborare, di trovare dei modi vivendi per il bene del Paese che noi ci auguriamo». Interpellato sulla partecipazione al voto del Papa, Parolin ha tagliato corto ricordando che il pontefice, in qualità di cittadino statunitense, detiene il pieno diritto di esprimersi alle urne.