Sono almeno 26 le persone morte in Messico a seguito della violenta ondata di caos esplosa dopo l’uccisione del narcotrafficante Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho“, leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng).
Tra le vittime si registrano 17 esponenti delle forze dell’ordine – tra cui quindici membri della Guardia Nazionale, una guardia carceraria e un agente della Procura – oltre a otto esponenti della criminalità e una civile, una donna al terzo mese di gravidanza.
L’operazione militare che ha portato alla morte di Nemesio Oseguera Cervantes si è svolta nello Stato di Jalisco, nel Comune di Tapalpa.
Il ministero della Difesa ha confermato che il boss è deceduto durante il trasporto aereo verso Città del Messico, dopo essere rimasto gravemente ferito in uno scontro a fuoco in cui il personale militare ha respinto un attacco per legittima difesa. L’azione, svolta in coordinamento anche con Washington, ha messo fine alla carriera del ricercato su cui pendeva una taglia di 15 milioni di dollari.
L’impatto dell’uccisione è paragonabile solo alla cattura di figure come Joaquín “El Chapo” Guzmán o Ismael “El Mayo” Zambada. Il vicesegretario di Stato Christopher Landau ha definito l’evento «una grande notizia per il mondo», pur dicendosi preoccupato per le scene di violenza. In risposta all’eliminazione del boss, gruppi criminali hanno scatenato il caos con blocchi stradali e incendi di veicoli.
Il governatore di Jalisco, Pablo Lemus, ha attivato l’allerta rossa e convocato una task force di sicurezza, mentre il governatore del Michoacán, Alfredo Ramírez Bedolla, ha avviato una sorveglianza speciale su tutto il territorio.
La situazione di insicurezza ha colpito anche i trasporti internazionali: compagnie come United, Delta e Air Canada hanno cancellato i voli verso Puerto Vallarta. Al porto di Manzanillo sono state sospese le attività doganali, mentre il governo degli Stati Uniti ha ordinato ai propri cittadini presenti negli Stati di Jalisco, Tamaulipas, Michoacán e Nuevo León di non uscire di casa. Le autorità hanno effettuato 27 arresti legati ai disordini e ai saccheggi seguiti alla morte del leader del Cjng.
