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Meloni in Senato: «L’Italia non entrerà in guerra. Crisi in Medio Oriente tra le più complesse»

ANSA – Voglio «relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in apertura delle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. «Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra», ha spiegato.

«Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo» prendere una decisione «ma ribadisco la decisione in quel caso» sarebbe affidata «al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta», ha detto Meloni.

«Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni», ha detto ancora la premier.

 «Io mi auguro sinceramente» che la crisi in corso «possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare» ha detto la premier, secondo cui «è in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano». Meloni ha ricordato la «strage delle bambine nel Sud dell’Iran» chiedendo che «si accertino le responsabilità». «Va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini», ha detto.

«Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti – ha proseguito Meloni -, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili».

L’Europa e l’Ucraina

In merito alla situazione in Libano «è delicata», «la decisione di una nuova guerra contro Israele è scellerata», ha detto la premier, spiegando di essersi sentita con Netanyahu, manifestandogli “la contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation» fermo restando il diritto di Israele alla sua difesa «agli attacchi di hezbollah». In Libano, ha continuato, «sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. La sicurezza del personale va garantita in ogni momento, reiteriamo la richiesta ad Israele». 

Passando poi all’Ucraina, per Meloni «l’eventuale collasso finanziario di Kiev comporterebbe danni incalcolabili per l’intera stabilità dell’Ue» ma nonostante gli impegni assunti «oggi siamo di fronte a uno stallo che crea non poche difficoltà. La questione sollevata dall’Ungheria e dalla Slovacchia, legata alle forniture petrolifere dell’oleodotto Druzhba, tuttavia, richiede a nostro avviso una soluzione politica. Anche su questo l’Italia è pronta a dare una mano, ma non consideriamo praticabile aggirare il principio dell’unanimità richiesto per le modifiche al bilancio Ue. La forza dell’Europa risiede nel rispetto delle sue regole e nella capacità di sintesi politica, nel consenso e non nell’imposizione».

Sempre a livello europeo «stiamo chiedendo, in attesa della revisione annunciata, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente».

«I fatti hanno confermato che la prontezza europea della difesa va sviluppata a 360 gradi», proteggendo sia il «fianco est», sia «il fianco meridionale», che «non possiamo consentire sia perso di vista». Così la presidente Meloni.

Meloni: nei cpr in Albania nel diritto Ue ma temo non cesseranno le ordinanze contrarie

«L’Europa dice chiaramente, nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

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