Il vertice intergovernativo Italia-Germania oggi a Roma, a Villa Doria Pamphilj, ha segnato un ulteriore rafforzamento del partenariato strategico tra i due Paesi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz per un bilaterale seguito dalla firma di numerosi accordi e di un Protocollo su un nuovo Piano d’azione per la cooperazione strategica bilaterale e a livello europeo.
Al centro dell’intesa vi sono sicurezza, difesa, resilienza, competitività e cooperazione industriale. Italia e Germania ribadiscono il forte legame transatlantico tra Ue e Stati Uniti, fondato su valori comuni, nel rispetto del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità degli Stati. Confermato il pieno sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa «fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura», attraverso aiuti militari, addestramento, cooperazione industriale e supporto alle infrastrutture critiche.
I due Paesi sottolineano la necessità di rafforzare il pilastro europeo della Nato e la deterrenza comune, riconoscendo la Russia come una minaccia diretta alla sicurezza euro-atlantica. Ampio spazio è dedicato anche alla gestione delle crisi internazionali, alla cybersecurity, alle minacce ibride e allo spazio.
Firmate sette intese governative che spaziano dalla cultura (promozione delle traduzioni letterarie e valorizzazione dei viaggi di Goethe in Italia) all’innovazione, dalle startup alle materie prime critiche, dall’agricoltura e dal settore delle alghe alla ricerca universitaria e al trasporto combinato.
Il vertice ha affrontato anche migrazioni, diritti umani e libertà dei media. Italia e Germania concordano su un approccio europeo coordinato alla migrazione irregolare, basato su partenariati con i Paesi di origine e transito, rafforzamento delle frontiere esterne Ue e rimpatri nel rispetto del diritto internazionale. Impegno condiviso contro razzismo, antisemitismo e discriminazioni, a favore dell’uguaglianza di genere e della tutela dei gruppi vulnerabili.
Meloni ha ricordato la «responsabilità storica» di Italia e Germania come Paesi fondatori dell’Ue e principali potenze manifatturiere europee, chiamate a guidare un’Europa più autorevole, competitiva e strategicamente autonoma.