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Meloni diserta il vertice Ue-Balcani dopo le “manovre” di Francia e Germania

Il forfait della premier a causa del ritardo di una cerimonia. In realtà potrebbe essere un segnale diretto a Parigi e Berlino

Meloni diserta il vertice Ue-Balcani dopo le “manovre” di Francia e Germania

Quando poco dopo il pranzo di lavoro dei leader, nell’assolato lungomare di Tivat, gli organizzatori del vertice Ue-Balcani chiamano a raccolta i cameraman per la photo-opportunity d’ordinanza, il sospetto, tra i cronisti, si fa certezza: Giorgia Meloni ha dato forfait al summit.

Solo pochi minuti dopo da Palazzo Chigi confermano che, visto il protrarsi della sua missione in Calabria, Meloni «con rammarico» ha deciso di disertare un vertice che – viene non a caso sottolineato dal governo – sarebbe terminato alle 15.30. Non si tratta, probabilmente, solo di una questione di orari e di organizzazione dell’agenda. Il forfait di Meloni appare quasi come un segnale diretto – si ragiona in ambienti diplomatici europei – in particolare a due leader, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. Entrambi attivissimi negli ultimi giorni sul fronte dei Balcani Occidentali.

Entrambi organizzatori, con Keir Starmer, del vertice di domani a Londra con Volodymyr Zelensky.

Il summit

Il summit di Tivat, una sorta di Saint Tropez in salsa montenegrina messa a soqquadro dall’arrivo dei leader Ue, era calendarizzato da tempo ed era stato descritto dall’Ue come un «punto di svolta» nel percorso di integrazione dei Balcani Occidentali. Di Montenegro e Albania, su tutti. L’Italia, da anni, è oltremodo attenta a quest’area e, anche nelle ore precedenti al summit, ha continuato a mantenere la linea portata finora ai consessi comunitari: l’adesione dell’Ucraina e della Moldavia non può prescindere da quella dei Paesi balcanici pronti ad entrare nell’Unione.

La sorpresa

Anche per questo la notizia del forfait di Meloni, a Tivat, viene accolta con una certa sorpresa dai presenti, a cominciare dai padroni di casa montenegrini e dai vertici Ue.

Una questione di agenda? Fino a un certo punto. Meloni, nella mattinata, presenzia la cerimonia celebrativa del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria. Il suo protrarsi, spiega Palazzo Chigi, è tra le cause del forfait. Eppure, subito dopo, Meloni sceglie di non recarsi allo scalo reggino per decollare in direzione Tivat. Si reca in Prefettura, per presenziare all’annullo filatelico di un francobollo celebrativo dell’anniversario dell’Arma. L’appuntamento non era stato inserito nell’agenda della presidente del Consiglio. Non è solo alla Calabria, insomma, che bisogna guardare, ma alle manovre di Merz e Macron per decifrare la scelta di Meloni. Partendo, ad esempio, dal documento presentato giovedì da Berlino e Parigi a favore di una integrazione graduale ma accelerata dei Paesi balcanici. Ai quali andrebbe concesso lo status di osservatori per le riunioni europee, nell’attesa dell’ingresso vero e proprio nell’Ue.