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Incendi in Puglia, da gennaio “in fumo” 1400 ettari di verde

Nell’ultimo incendio sono circa 150 gli ettari dell’area interessata dall’incendio che ha devastato la baia di Zaiana, nel Gargano

Incendi in Puglia, da gennaio “in fumo” 1400 ettari di verde

Il bilancio definitivo arriverà dopo il completamento della bonifica, ma una prima stima restituisce già la dimensione del disastro: sono circa 150 gli ettari dell’area interessata dall’incendio che ha devastato il territorio tra Peschici e la baia di Zaiana, nel Gargano. In questo perimetro dovranno essere individuate le superfici attraversate dalle fiamme che hanno distrutto boschi di pino d’Aleppo e macchia mediterranea, colpendo uno dei patrimoni naturalistici più preziosi della Puglia.

Con il rogo sotto controllo, la situazione è gradualmente tornata alla normalità. La strada provinciale 52 tra Peschici e Vieste è stata riaperta, così come i collegamenti di Ferrovie del Gargano. I turisti che avevano lasciato le spiagge durante l’emergenza sono rientrati nelle strutture ricettive. Il sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo, ha rassicurato residenti e visitatori spiegando che «tutti gli alloggi sono in sicurezza e gli ospiti che si sono allontanati sono ritornati nelle residenze che, effettivamente, non sono mai state evacuate». Sul fronte investigativo prende sempre più corpo la pista dolosa.

Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine dell’incendio di Zaiana-Pile Fraballe, mentre anche in altri territori pugliesi le indagini puntano a verificare eventuali responsabilità umane. L’emergenza, infatti, ha colpito anche il resto della regione. A Bitonto, dove le fasce tagliafuoco non sono bastate a fermare le faville trasportate dal vento, vigili del fuoco e Arif fino a ieri mattina hanno proseguito la bonifica con il supporto di un drone. I carabinieri del Parco dell’Alta Murgia stanno valutando sia l’ipotesi colposa sia quella dolosa. Ancora più pesante il bilancio ad Altamura, dove, nei giorni scorsi, il fuoco ha distrutto boschi e pascoli, colpendo aziende locali. Anche il Salento ha vissuto ore di forte apprensione con il vasto incendio che ha interessato la pineta di Padula Bianca-Rivabella, a Gallipoli. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, elicotteri e Protezione civile per impedire che le fiamme raggiungessero le aree costiere più frequentate.

Un episodio che conferma come l’emergenza incendi stia interessando l’intera Puglia, dal Gargano fino allo Ionio. Per questo, il presidente dell’Ordine dei geologi della Puglia, Giovanni Caputo, sottolinea la necessità di un cambio di passo: «Non basta intervenire nell’emergenza. Servono scelte tecniche e amministrative immediate per ridurre il rischio incendi e proteggere popolazione, costa e patrimonio naturale». Caputo chiede, quindi, un piano straordinario di prevenzione per il Gargano e per tutte le aree pugliesi più esposte, ribadendo che «ogni rogo produce anche erosione, perdita di suolo fertile e un maggiore rischio idrogeologico». Un monito che accompagna una delle estati più difficili per il patrimonio naturale pugliese.