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Meloni a Palermo: «Sullo Zen presidio fisso, lo Stato resisite alla mafia»

In Prefettura la premier lancia un monito chiaro: «Chi pensa di terrorizzare chi lavora troverà uno Stato determinato. Non si arretra».

Meloni a Palermo: «Sullo Zen presidio fisso, lo Stato resisite alla mafia»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la presidente della Fondazione Falcone Maria Falcone durante la cerimonia di svelamento della Croma su cui viaggiava Giovanni Falcone, il giorno dell’attentato di Capaci al museo del presente Falcone e Borsellino, Palermo, 13 luglio 2026. ANSA/ FILIPPO ATTILI +++FOTO DIFFUSA DALL’UFFICIO STAMPA- USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO- NON ARCHIVIARE – NON VENDERE – NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI – NPK+++

La giornata palermitana di Giorgia Meloni si apre con un tributo alla Stele di Capaci, per ricordare Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Una visita densa di significato, che giunge a poche ore dal blitz della Dda che ha portato all’arresto di 22 estortori. In Prefettura, durante il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con il ministro Piantedosi, la premier lancia un monito chiaro contro l’escalation criminale in città: “Chi pensa di terrorizzare chi lavora onestamente troverà uno Stato determinato. Non si arretra”.

Per rispondere all’emergenza, Meloni annuncia un piano straordinario: “Dobbiamo avviare un’operazione di controllo e presidio fisso del territorio, a partire dai quartieri più a rischio come lo Zen. Coinvolgeremo le forze di polizia e, se necessario, anche i militari dell’Esercito, modificando le norme di Strade Sicure”. Un richiamo forte all’operazione Vespri Siciliani del 1992.

La visita si conclude al Museo del Presente per lo svelamento dei resti della Fiat Croma sventrata dal tritolo a Capaci, alla presenza di Maria Falcone, dei figli di Borsellino e del ministro Nordio. “Questa auto è l’ultimo luogo condiviso da Falcone e Morvillo”, ha detto con commozione la premier. “Erano persone normali che hanno saputo scegliere la strada giusta”. Meloni ha poi confermato l’impegno del governo a mantenere i boss al 41 bis, proteggere i testimoni e fare piena luce sulle pagine oscure delle stragi: “Il popolo ha il diritto di conoscere la verità”.