Svolta nelle indagini sui roghi che nello scorso mese di maggio hanno tenuto con il fiato sospeso il quartiere San Paolo di Bari. Gli agenti della Polizia Locale del capoluogo pugliese sono riusciti a dare un nome e un volto al presunto responsabile dei roghi appiccati in due distinte giornate, il 26 e il 28 maggio, sui suoli di Strada La Carrara.
Si tratta di un uomo di 40 anni, individuato e denunciato a piede libero al termine di una serrata attività investigativa.
Le indagini
I due episodi avevano destato fortissima apprensione tra i residenti e le istituzioni locali. I roghi erano stati infatti appiccati a ridosso dell’uscita di emergenza della linea ferroviaria Ferrotramviaria e, soprattutto, a pochissima distanza dal perimetro del nosocomio pubblico “San Paolo”, sollevando immediati timori per la sicurezza dei pazienti e per la salute pubblica.
La reazione delle forze dell’ordine è stata tempestiva. Subito dopo i fatti, gli agenti della Polizia Locale hanno avviato un’attenta analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Incrociando i fotogrammi con mirati servizi di osservazione e pedinamento sul territorio, i vigili sono riusciti a ricostruire i movimenti del sospettato e a raccogliere elementi inequivocabili sulla sua identità.
Nessun pericolo di avvelenamento del suolo
In parallelo alle indagini giudiziarie, sono scattati anche gli accertamenti di carattere ambientale per verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche rilasciate nel terreno a causa della combustione.
I risultati del “test di cessione” eseguito sui campioni di suolo e sulle ceneri dei rifiuti inorganici hanno fortunatamente escluso qualsiasi scenario di contaminazione:
- Matrice solida e inerte: I residui analizzati erano composti esclusivamente da materiali solidi privi di componenti liquide, già completamente inertizzati dall’azione del fuoco.
- Assenza di filtrazioni: Le analisi hanno escluso lo sversamento o il rilascio di fluidi inquinanti nel sottosuolo.
- Terreno salvo: La struttura del suolo non ha subito alterazioni chimiche né migrazioni di sostanze nocive verso le falde.
Per il quarantenne è scattata la denuncia formale all’Autorità Giudiziaria. L’ipotesi di reato contestata nell’informativa è quella prevista dall’articolo 256-bis del D.Lgs. 152/2006 (il Testo Unico Ambientale), che punisce severamente la combustione illecita di rifiuti. La posizione dell’indagato resta ora al vaglio degli inquirenti, nel pieno rispetto del principio del contraddittorio e della difesa di parte.
Dalla Polizia Locale di Bari arriva infine un appello alla cittadinanza: in un’epoca di profondi mutamenti climatici, la tutela dell’ecosistema e la prevenzione dei roghi rappresentano obiettivi prioritari che richiedono una costante alleanza e una sinergia attiva tra le forze dell’ordine e la collettività.
