Il valico di Rafah, al confine tra Gaza ed Egitto, è stato riaperto sia in entrata sia in uscita per i residenti della Striscia. Lo ha annunciato un funzionario della sicurezza israeliano, precisando che l’apertura è avvenuta dopo l’arrivo delle squadre Eubam dell’Unione Europea, incaricate di assistere nella gestione delle frontiere.
Secondo i media statali egiziani, nella fase iniziale dell’operatività del valico è previsto il passaggio di circa 50 persone al giorno in entrambe le direzioni. L’emittente AlQahera News, citando una fonte anonima, ha riferito che nei primi giorni 50 persone entreranno a Gaza dall’Egitto e altre 50 usciranno dalla Striscia. Una fonte al confine ha inoltre confermato all’Afp che alcune decine di persone sono già arrivate sul lato egiziano in attesa di attraversare.
Intanto continuano a emergere notizie di violenze nella Striscia. Secondo Al Jazeera, un bambino palestinese di tre anni, Iyad Ahmed Naeem al-Raba’i, è stato ucciso da un bombardamento israeliano nella zona di al-Mawasi, vicino a Khan Younis, nel sud di Gaza. Fonti del Nasser Medical Complex riferiscono che l’attacco ha colpito tende che ospitavano sfollati in un’area definita da Israele “zona di sicurezza umanitaria”. Al-Mawasi accoglie decine di migliaia di profughi in condizioni precarie. Secondo il Ministero della Salute palestinese, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, oltre 500 palestinesi sono stati uccisi a Gaza e circa 1.400 sono rimasti feriti.










