Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a Torino per partecipare alle celebrazioni del centenario della morte di Piero Gobetti, al Teatro Carignano. Accolto da un lungo applauso, il Capo dello Stato ha preso parte alla cerimonia dedicata all’intellettuale antifascista, morto 25enne il 16 febbraio 1926, sottolineando idealmente la continuità tra i valori della Costituzione e l’eredità civile di Gobetti.

Alla presenza delle autorità locali, tra cui il presidente della Regione Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo, è stato evidenziato come il pensiero gobettiano resti attuale in un contesto segnato da conflitti, fragilità democratiche e rischi di derive autoritarie. Lo Russo ha richiamato l’importanza della vigilanza democratica, mentre Cirio ha espresso a Mattarella la gratitudine della comunità piemontese per il suo impegno costante nella difesa della Costituzione.

Dopo la cerimonia, il presidente si è recato in visita privata nella sede torinese del quotidiano La Stampa, in via Lugaro, per un breve saluto alla redazione, colpita lo scorso 28 novembre dall’assalto di un centinaio di manifestanti che avevano messo a soqquadro i locali. Accolto dal direttore Andrea Malaguti e dai vertici del gruppo Gedi, Mattarella ha espresso solidarietà per i fatti di fine novembre, ribadendo che «i giornali sono pilastri della democrazia».
Il Comitato di redazione e la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) hanno consegnato al Capo dello Stato una lettera privata, ringraziandolo per l’attenzione dimostrata in una fase delicata della storia ultracentenaria del giornale.

Durante la visita, il presidente ha ricevuto in dono due lastre una con la prima pagina della sua elezione e l’altra con la foto di lui al Niguarda e ha rivolto un elogio ai medici dell’ospedale per la loro professionalità, dedicando infine un pensiero alle vittime del rogo di Crans Montana e ai loro familiari.
