Fiori bianchi, musica e un pianoforte a coda al centro della navata della Chiesa di Santa Maria in Montesanto, la cosiddetta Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo. Così Roma ha salutato Enrica Bonaccorti, la conduttrice e autrice televisiva scomparsa il 12 marzo a 76 anni, durante i funerali celebrati nel pomeriggio davanti a familiari, amici e colleghi.
Le esequie sono iniziate alle 15 in una chiesa raccolta, con una cinquantina di posti riservati. Prima della cerimonia, dagli altoparlanti sono risuonate le note della versione strumentale de “La lontananza“, brano interpretato da Domenico Modugno e scritto proprio da Bonaccorti. All’esterno della chiesa si sono radunati giornalisti e curiosi in attesa dell’arrivo del feretro.
All’interno della basilica l’allestimento ha rispettato una volontà precisa della conduttrice: niente fiori recisi. Al loro posto sono stati sistemati vasi con piante di limoni. Accanto alla bara, alcuni addetti di Roma Capitale hanno deposto un cuscino di girasoli e fiori rossi. Al termine della cerimonia, secondo quanto previsto, la salma ha lasciato la chiesa sulle note de “Il cielo“.
Tra i momenti più intensi della celebrazione, la lettura di una lettera scritta da Renato Zero e letta durante l’omelia da monsignor Antonio Staglianò. «Sei stata all’occorrenza sorella, amica, complice, pur di non lasciarmi sguarnito», ha scritto l’artista ricordando l’amicizia e la collaborazione che li ha legati negli anni. «A un tratto mi sono svegliato e non ci sei più. La tua fresca risata, i tuoi sorrisi educati, la tua ironia pungente e stimolante: tutto è silenzio».