Una significativa contromossa tattica condotta dalle forze armate ucraine ha segnato una svolta strategica nella porzione settentrionale della regione del Donetsk: nell’ambito dell’operazione militare denominata Vivaldi, le truppe di Kiev sono riuscite a liberare gli insediamenti di Nove, Ridkodub e Katerynivka lungo la direttrice di Lyman, riprendendo contestualmente il controllo anche dei centri abitati di Karpivka e Novomykhailivka. L’annuncio formale è giunto dal comandante del Terzo Corpo d’armata Andriy Biletsky, il quale ha rimarcato l’importanza cruciale del centro di Nove quale hub logistico primario per le linee di rifornimento dell’esercito occupante, confermando il recupero complessivo di cinquantuno chilometri quadrati di territorio precedentemente sottratti e definendo la fase appena conclusa come un effettivo punto di svolta per l’intero assetto del fronte oridendale.
Sul fronte opposto, la reazione di Mosca si è tradotta in una massiccia ondata di bombardamenti notturni condotta attraverso l’impiego di centosessantacinque vettori d’attacco tra droni tipo Shahed, velivoli a reazione e modelli Gerbera: le forze di difesa aerea di Kiev sono riuscite a intercettare e neutralizzare centODICI velivoli non pilotati, ma l’impatto e la caduta dei detriti hanno causato gravi danni alle infrastrutture civili in almeno quattordici località differenti. A Kharkiv un palazzo residenziale è stato direttamente centrato dall’esplosione, provocando il ferimento di venticinque persone tra cui nove bambini come riferito dal capo dell’amministrazione regionale Oleg Synegubov, mentre nella regione di Kiev il bilancio fornito dal responsabile locale Timur Tkachenko registra tre vittime civili e otto feriti, con pesanti devastazioni a magazzini, mercati cittadini e impianti produttivi distribuiti nei distretti di Brovary, Bucha, Fastiv e Bila Tserkva.
