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L’orrore della guerra e il sogno della pace nei gioielli dell’ucraino Anton Sokolov

«I nomi e i significati delle mie opere sono una dedica all’Ucraina e al suo popolo. Attraverso il mio lavoro cerco, nel mio piccolo, di sensibilizzare il mondo rispetto a quello che sta succedendo nel mio paese». E lo fa trasformando l’orrore in bellezza, le macerie e i resti di bossoli, missili e proiettili in…
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«I nomi e i significati delle mie opere sono una dedica all’Ucraina e al suo popolo. Attraverso il mio lavoro cerco, nel mio piccolo, di sensibilizzare il mondo rispetto a quello che sta succedendo nel mio paese». E lo fa trasformando l’orrore in bellezza, le macerie e i resti di bossoli, missili e proiettili in gioielli, per andare oltre la guerra, oltre la violenza. Proprio come ha fatto sposandosi nel bel mezzo dei bombardamenti, a Kharkiv, ad aprile del 2022. Anton Sokolov, artigiano e orafo ucraino per passione, ha trasformato in arte la guerra creando gioielli, anelli, pendagli, con i frammenti delle munizioni micidiali raccolti fra le macerie prima di lasciare il paese, dopo essere rimasto ferito in uno dei tanti attacchi russi.

Il brand

Quelle sue creazioni sono diventate una collezione, e anche un brand, Traumart, e anche una mostra, inaugurata a febbraio scorso, in occasione del terzo anniversario dell’invasione russa della sua Ucraina appena conclusa, nella galleria Between The Twigs, dell’orafa Silvia Bianchi, che dopo averlo incontrato, ha deciso di ospitarlo e dedicargli uno spazio nella sua galleria di Milano. «Anton Sokolov ha superato il dolore della guerra, dell’essere ferito, attraverso la realizzazione dei suoi gioielli. Si può dire che, attraverso l’arte, abbia realizzato il suo sogno», spiega Bianchi. I suoi sono tutti pezzi unici e numerati, con la data del giorno in cui ogni singolo pezzo di metallo è spuntato ed è stato preso dalle macerie.

La vita

Sokolov ha 42 anni ed è nato a Kharkiv. La sua passione per l’arte e i gioielli l’ha presa dal padre orafo ma nella vita faceva altro. Dopo la laurea in odontoiatria aveva aperto uno studio dentistico, seguendo le orme della mamma. Ma è stato nel 2015, dopo la perdita della madre che ha ritrovato la sua vera passione: ha fuso la sua catenina d’argento preferita in una barra per creare un pendente e da allora ha dedicato tutto il suo tempo libero allo studio all’arte orafa e alle tecniche di gioielleria.

La guerra

Il 24 febbraio 2022, la Russia invade l’Ucraina. Fin dai primi giorni della guerra, Anton e la sua futura moglie, Nastya, organizzarono un centro di volontariato, raccogliendo donazioni e fornendo assistenza e medicine gratuite alla popolazione. Ad aprile il video e le foto delle loro nozze fra le macerie fanno il giro del mondo, una cerimonia underground e commovente ad un tempo, con i fiori colorati della sposa fra il grigio dei palazzi distrutti, fra cumuli di macerie e la gioia dei due medici volontari condivisa con la gente per strada accanto al dramma della morte. Poco dopo Sokolov resta gravemente ferito in un attacco missilistico nel centro di Kharkiv e deve sottoporsi a un intervento chirurgico che gli viene offerto da una clinica di Monaco. Prima di lasciare la sua città raccoglie i suoi strumenti da lavoro e quei pezzi di guerra che diventeranno i suoi gioielli.

La svolta

In Germania visita la Munich Jewellery Week e capisce, una volta per tutte, che l’arte è la sua vita, non convalida la sua laurea in odontoiatria si dedica allo studio dell’arte dell’oreficeria. Nell’ottobre 2023, durante la Milan Jewellery Week, Anton incontra Silvia Bianchi che ha deciso di invitarlo in Italia e, stavolta, di dedicare una mostra a Traumart nel suo spazio nella vecchia Milano di via Santa Sofia, in cui ogni creazione è stato un racconto, di paure e speranze, con una certezza e un messaggio: «sono ancora in piedi e nient’altro conta!».

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