Si aggrava il bilancio della sparatoria avvenuta a Stade, in Bassa Sassonia. Le vittime sono salite a sei dopo il decesso in ospedale di un uomo rimasto gravemente ferito. Secondo quanto confermato dalla polizia, l’attacco si è consumato in una struttura d’assistenza per minori e madri in Dankersstrasse. Le vittime sono quattro donne e due uomini, tutti dipendenti del centro o dell’ufficio per la tutela dei minori. Nessun ospite della struttura è rimasto coinvolto.
Il presunto autore della strage, un cittadino tedesco di 45 anni di origini turche, è stato arrestato nella periferia della cittadina. Insieme a lui sono state fermate due donne, conoscenti dell’uomo, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti. Secondo le prime ricostruzioni e quanto riportato da Der Spiegel, alla base dell’attacco ci sarebbe una drammatica disputa legata all’affidamento dei figli. La polizia ha escluso matrici politiche o estremiste, parlando di una «tragedia familiare nel senso più ampio del termine», legata direttamente all’ambiente della struttura.
Emergono intanto dettagli concitati sulla cattura. Testimoni oculari riferiscono che il quarantacinquenne e una delle donne hanno tentato la fuga in auto, forzando un posto di blocco. Gli agenti hanno aperto il fuoco contro il veicolo, esplodendo almeno dieci colpi prima di riuscire a bloccare e arrestare la coppia. La donna alla guida sarebbe legata alla famiglia dell’assalitore. Le indagini della polizia di Lüneburg proseguono per chiarire l’esatta dinamica e l’eventuale complicità delle persone fermate, mentre la comunità locale resta sotto shock per un dramma consumatosi proprio nei luoghi deputati alla protezione dei più deboli
