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L’Italia riapre al nucleare, alla Camera il ddl passa con 155 sì

L’Italia riapre al nucleare, alla Camera il ddl passa con 155 sì
Foto: Ansa

L’Italia riapre ufficialmente la strada al nucleare. La Camera ha approvato con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile, che passa ora all’esame del Senato. A sostenere il provvedimento, oltre alla maggioranza, anche Azione e la componente Pld-Misto, mentre Italia Viva si è astenuta.

Il testo, composto da cinque articoli, delega il governo ad adottare entro un anno uno o più decreti legislativi per disciplinare la produzione e l’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile secondo la definizione dell’Unione europea. La delega riguarda anche la fabbricazione del combustibile nucleare, lo smantellamento degli impianti esistenti, la gestione delle scorie radioattive e lo sviluppo della fusione nucleare. Particolare attenzione viene riservata alle nuove tecnologie, come gli Small Modular Reactors (Smr) e gli Advanced Modular Reactors (Amr).

Per il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin si tratta di «un passo importante per il futuro energetico dell’Italia», necessario per preparare il Paese all’impiego delle nuove tecnologie nucleari previste all’inizio del prossimo decennio. Secondo il ministro, il nucleare sostenibile può contribuire a rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dall’estero e sostenere la crescente domanda di energia legata anche all’intelligenza artificiale e ai data center.

Forti le critiche delle opposizioni. Alleanza Verdi e Sinistra ha protestato in Aula esponendo cartelli contro il nucleare. Angelo Bonelli ha accusato il governo di ignorare l’esito dei referendum che bocciarono l’atomo, mentre Nicola Fratoianni ha definito il provvedimento contrario agli interessi nazionali. Favorevole invece Carlo Calenda, che ha parlato di un «passo avanti importante» verso l’indipendenza energetica. Contrario anche il leader del M5S Giuseppe Conte, secondo cui il governo punta sulla fissione, una tecnologia «del passato», invece di investire con decisione sulla fusione nucleare.