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L’Italia celebra il 4 novembre nel segno dell’Unità Nazionale e del valore democratico delle Forze Armate

Mattarella e Crosetto celebrano le donne e gli uomini in divisa per ribadire il senso profondo del servizio e del sacrificio

L’Italia celebra il 4 novembre nel segno dell’Unità Nazionale e del valore democratico delle Forze Armate
(Foto Ansa)

​Le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate hanno preso il via con l’omaggio solenne reso alla Tomba del Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria. La ricorrenza assume quest’anno un rilievo profondo, collocandosi nell’ottantesimo anniversario della scelta repubblicana e richiamando i valori cardine dell’ordinamento costituzionale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Ministro della Difesa nel quale si evidenzia il significato della ricorrenza:

​«Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica, la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate assume un significato particolare. Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi».

​Nel testo indirizzato al governo, il Presidente della Repubblica ha aggiunto:

​«Celebriamo anzitutto il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità della nostra Patria, indipendente e libera, e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha saputo conquistare libertà e democrazia per il nostro popolo e un ruolo autorevole all’Italia, con la politica di pace e cooperazione internazionale perseguita dalla Repubblica».

​Da parte sua, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha rivolto un messaggio diretto a tutte le donne e gli uomini in divisa, ricordando il sacrificio dei quattro militari deceduti il 29 ottobre scorso in Bosnia-Erzegovina durante la missione Eufor Althea:

​«Quest’anno celebriamo questa ricorrenza con il dolore ancora vivo per la tragedia del 29 ottobre scorso in Bosnia-Erzegovina, dove quattro militari italiani hanno perso la vita mentre erano impegnati nell’operazione Eufor Althea. Il mio pensiero più commosso va al Sergente Maggiore Simone Ruggia e al Sergente Maggiore Claudio Marchesi, appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, al Capitano Franco Adriano Zecchillo e al Sergente Maggiore Laura Procacci, entrambi del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana».

​Il ministro ha inoltre posto l’accento sulla responsabilità affidata al comparto richiamando il motto ufficiale scelto per le celebrazioni:

​«Una responsabilità che trova un significato particolarmente profondo nel motto scelto per accompagnare le celebrazioni di quest’anno: «Forze Armate a difesa della nostra libertà». Parole che racchiudono il senso del vostro impegno e ci ricordano che la libertà non è mai scontata. La storia ce lo insegna e il presente ce lo dimostra ogni giorno».