Il Senato italiano ha approvato il decreto Ucraina con 106 voti favorevoli, 57 contrari e due astenuti, convertendolo definitivamente in legge. Il provvedimento autorizza la cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari a Kiev fino al 31 dicembre 2026, con priorità per quelli logistici, sanitari e di protezione, e proroga i permessi di soggiorno speciali fino al 4 marzo 2027. La maggioranza ha posto la fiducia, costringendo anche forze storicamente pro-Ucraina, come Pd e Italia Viva, a votare contro.
Aiuti e ricostruzione
Sul fronte internazionale, Volodymyr Zelensky ha annunciato colloqui bilaterali con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner per discutere del “pacchetto di prosperità” e della ricostruzione postbellica, anticipando un possibile incontro trilaterale con Russia e Stati Uniti entro inizio marzo. Zelensky ha anche ringraziato i leader Ue per il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro, mentre Bruxelles affronta il veto di Viktor Orbán sul prestito e sul ventesimo pacchetto di sanzioni a Mosca. L’Ue valuta canali alternativi per il petrolio, in attesa della riparazione dell’oleodotto Druzhba, colpito due volte dai bombardamenti russi.
Gli attacchi militari proseguono: droni russi Shahed hanno colpito infrastrutture critiche nei distretti di Mykolaiv e Voznesenskyi senza provocare vittime. A Sebastopoli, una nave da ricognizione russa, l’Ivan Khurs, è stata avvistata gravemente danneggiata, probabilmente dopo un attacco del 24 marzo 2024. Gli Stati Uniti hanno avvertito Kiev di non colpire interessi economici americani in Kazakistan, dopo raid ucraini su infrastrutture petrolifere russe.
Il sostegno all’Ucraina
Sul piano diplomatico, l’Onu ha approvato una risoluzione a sostegno dell’Ucraina con 107 voti favorevoli, 12 contrari e 51 astensioni, tra cui gli Stati Uniti. La risoluzione ribadisce l’integrità territoriale di Kiev, il cessate il fuoco e lo scambio dei prigionieri. Mosca ha criticato il voto, evocando pericoli nucleari in caso di supporto occidentale a Kiev, mentre la Francia ha replicato con ironia ai timori russi.
Infine, Donald Trump ha dichiarato di aver risolto otto conflitti e di lavorare per la fine della guerra Russia-Ucraina, lodando Witkoff e Kushner. L’Europa, con Macron, Starmer, Stubb e Meloni, ribadisce il ruolo centrale nel futuro post-bellico, sottolineando la necessità di un inviato Ue per i negoziati e l’integrazione futura di Kiev nel 2027, mentre Mosca conferma di non voler cedere sugli obiettivi di annessione del Donbass, neutralità dell’Ucraina e “denazificazione”.