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La segnalazione dell’Agcom alla Commissione Ue: «Con l’IA di Google l’editoria corre seri rischi»

L’intelligenza artificiale sta ridisegnando i confini del diritto d’autore e della sostenibilità dell’informazione, innescando uno scontro frontale tra i giganti del tech e il mondo dell’editoria.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ufficialmente inviato una segnalazione alla Commissione Europea per sollecitare una valutazione sui servizi di Google, nello specifico «AI Overviews» e «AI Mode». L’ipotesi è che tali strumenti possano violare il Digital Services Act (Dsa), riducendo drasticamente la visibilità dei contenuti editoriali e drenando traffico prezioso dai siti di news.

L’iniziativa, guidata dal presidente Giacomo Lasorella, nasce da un esposto della Fieg (Federazione italiana editori giornali). Secondo gli editori, i nuovi servizi di ricerca basati su IA generativa forniscono risposte complete direttamente sulla pagina di Google, scoraggiando l’utente dal cliccare sulle fonti originali. Questo meccanismo metterebbe a repentaglio la tenuta economica del settore, colpendo soprattutto le testate più piccole e indipendenti, con riflessi negativi sul pluralismo informativo. Non solo: la Fieg ha sollevato dubbi sull’affidabilità dei contenuti generati, che rischiano di diffondere imprecisioni senza offrire strumenti rapidi di verifica.

L’Agcom ha chiesto a Bruxelles di verificare se Google, in quanto piattaforma di dimensioni sistemiche, stia rispettando gli obblighi di mitigazione dei rischi previsti dagli articoli 34 e 35 del Dsa, oltre ai doveri di trasparenza sui sistemi di raccomandazione. La decisione dell’Autorità è passata a maggioranza, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi. Parallelamente, è stato istituito un tavolo permanente di confronto tra Google, le altre piattaforme e gli editori. L’obiettivo è monitorare l’evoluzione del copyright e determinare un equo compenso per l’uso dei contenuti online.

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha espresso soddisfazione, sottolineando come l’istruttoria Agcom testimoni la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica e protezione dei diritti. La sfida ora si sposta sul piano normativo: garantire che l’addestramento dei modelli di IA rispetti il diritto d’autore e che l’esercizio dell’opt-out non si traduca in una penalizzazione occulta per chi sceglie di non cedere gratuitamente i propri dati.

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