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La sfida a Hormuz, Trump annuncia: «Lo stiamo sminando»

Chiuso, aperto, bersagliato, minato. A un mese e mezzo dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran tutto si gioca attorno allo stretto di Hormuz, una striscia d’acqua lunga 60 chilometri per la quale passa la maggior parte del greggio globale e alle cui sorti l’economia di mezzo mondo è appesa. Sullo stretto in queste ore si sta consumando lo scontro più duro tra Washington e Teheran che intende usare il suo potere su Hormuz per ottenere concessioni da parte degli americani.

L’iniziativa Nel giorno in cui sono partiti i colloqui di pace in Pakistan, dove uno dei nodi principali sarà proprio Hormuz, Donald Trump ha annunciato che è in atto una bonifica della striscia di mare. «È un favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente», ha scritto il presidente americano su Truth tornando a puntare il dito su quelle nazioni che non lo hanno sostenuto nell’operazione “Epic fury”.

Il tycoon ha più volte ripetuto che agli Stati Uniti il greggio che passa da Hormuz non serve e che i Paesi interessati dovrebbero assumersi la responsabilità di lottare per la riapertura in sicurezza. Ora si è spinto ancora più avanti sostenendo, sempre in un post sui social media, che «un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo verso gli Stati Uniti per caricare petrolio e gas migliori al mondo». Ma al di là delle dichiarazioni roboanti del tycoon, anche l’America ha bisogno che lo stretto sia messo in sicurezza il prima possibile.

E se fosse confermato il passaggio di navi americane sarebbe la prima volta dall’inizio della guerra. Il Comando centrale americano ha quindi spiegato che due imbarcazioni da guerra stanno navigando attraverso Hormuz per un’operazione di sminamento.

«La USS Frank E. Peterson e la USS Michael Murphy hanno attraversato lo stretto nell’ambito di una missione più ampia volta a garantire che sia completamente libero dalle mine navali precedentemente posizionate dai pasdaran», ha spiegato l’ammiraglio Brad Cooper.

La replica Teheran ha subito negato che navi della marina Usa abbiano attraversato Hormuz sostenendo di averle respinte. La tv di stato iraniana ha spiegato che è stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana: sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato lo stretto, e questa – si afferma – si è subito ritirata.

Una circostanza negata però da Washington. A monte di questo braccio di ferro tra Usa e Iran emergono indiscrezioni di stampa secondo le quali Teheran non sarebbe stata in grado di riaprire Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché in realtà non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale, oltre a non avere la capacità di rimuoverle.

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