L’Assemblea nazionale francese ha approvato un disegno di legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni e limita l’uso dei telefoni cellulari nei cortili scolastici. Il provvedimento, sostenuto dal governo e dalla maggioranza dei socialisti e dell’alleanza di destra, ha ricevuto 130 voti favorevoli e 21 contrari e dovrà ora essere esaminato dal Senato. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito la misura un «passo importante», sottolineando la necessità di proteggere le menti dei giovani dall’eccessiva esposizione agli algoritmi e dai contenuti dannosi, con l’obiettivo di prevenire ansia e dipendenze digitali. La legge esclude enciclopedie online, annuari educativi e servizi di messaggistica privata.
Se adottata definitivamente, la Francia sarebbe il primo Paese europeo a introdurre un limite così rigido. La misura segue l’esempio dell’Australia, dove ai minori di 16 anni è vietato avere account su molte piattaforme, e precede iniziative simili in Danimarca, Regno Unito e Germania. Gli studenti francesi hanno espresso pareri contrastanti: alcuni apprezzano la protezione dai contenuti offensivi e dal cyberbullismo, altri temono difficoltà nel rinunciare al telefono.
A livello europeo, la Commissione Ue ha chiarito che gli Stati possono stabilire un’età minima per i propri cittadini, ma eventuali obblighi aggiuntivi per le piattaforme rientrano nelle competenze del Regolamento sui servizi digitali (Dsa). In Italia, proposte simili sono ferme in Parlamento: diverse proposte di legge prevedono limiti tra i 13 e i 16 anni, ma l’esame in commissione non è ancora iniziato. Nel mondo, vari Paesi come Cina e Corea del Sud hanno già imposto restrizioni mirate all’uso di social e dispositivi da parte dei minori, regolando tempi e modalità di accesso.